Decreto banche: approvato al Senato

Decreto banche: approvato al Senato
Decreto banche: approvato al Senato
Decreto banche: approvato al Senato

Via libera del Senato della Repubblica, con 157 voti favorevoli e 108 voti contrari, alla conversione del decreto “salva banche” (Decreto Legge 23 dicembre 2016, n. 237, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 23 dicembre 2016). Si tratta del primo voto di fiducia chiesto in Aula dal governo Gentiloni su un proprio provvedimento. Il provvedimento passa ora alla Camera dei Deputati che ha tempo fino al 21 febbraio per la conversione del decreto.

Ecco alcune delle principali novità previste dal testo licenziato dal Senato:

Riaperti fino al 31 maggio i termini per le domande di rimborso

Fino al 31 maggio 2017 sarà possibile presentare le richieste di rimborso da parte degli obbligazionisti delle quattro banche poste in risoluzione (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti). Con una novità introdotta in prima lettura al Senato, la possibilità di chiedere l’indennizzo è stata estesa anche al coniuge, al convivente ed ai parenti entro il secondo grado. Il servizio di assistenza agli investitori per la compilazione e la presentazione delle domande sarà gratuito.

Lista dei debitori: niente nomi ma “profili di rischio e meriti di credito”

Non sarà possibile conoscere i nomi ma i “profili di rischio e meriti di credito” di coloro che hanno ricevuto prestiti pari o superiori all’1% del patrimonio netto delle banche che chiedono il sostegno pubblico; le indicazioni saranno contenute in una relazione quadrimestrale che il Ministro dell’Economia dovrà presentare al Parlamento.

Attenuazione del burden sharing
E’ prevista un’attenuazione del burden sharing attraverso il riacquisto delle azioni in cambio di bond senior solo per le obbligazioni acquistate prima del 1° gennaio 2016 (entrata in vigore del bail in). Il burden sharing è il meccanismo, in vigore sino alla fine del 2015, in base al quale, in caso di dissesto di una banca, prima dell’intervento di fondi pubblici era prevista la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate (o la conversione delle obbligazioni in capitale). Dal 1° gennaio 2016, invece, è entrato in vigore il bail-in, che prima del coinvolgimento di fondi pubblici prevede la riduzione del valore nominale non solo delle azioni e delle obbligazioni subordinate, ma anche dei titoli di debito più senior, quali le obbligazioni ordinarie e i depositi di importo superiore ai 100.000 euro.

Recupero fiscale delle DTA

Modificate le norme sulle deferred tax asset (DTA): concessa alle banche di credito cooperativo la piena trasformabilità delle imposte anticipate in crediti d’imposta, mentre per tutti gli istituti l’esercizio dell’opzione è spostato dal 2015 al 1° gennaio 2016, con il termine di utilizzo che passa dal 2029 al 2030.

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