Critiche alla Raggi

Critiche alla Raggi
Critiche alla Raggi
Virginia Raggi

Vittorio Sgarbi dice di avere la registrazione della telefonata in cui Beppe Grillo definisce la sindaca di Roma Virginia Raggi una «depensante». Pur dotata di intelligenza, sarebbe priva della capacità di pensare con la propria testa, preferendo conformarsi al pensiero di altri. Niente pensiero originale. Eterodiretta. Adesso è lecito immaginare che il Grillo pentastellato si faccia vivo, smentisca, inventi un epiteto sberleffo pure per Vittorio, difenda l’onore di Virginia, la butti a ridere e ci faccia ridere un po’. Ora è vero che Sgarbi da tempo ha preso di mira la sindaca, che già di problemi ne ha a sufficienza. E che in una recente video, Vittorio furioso ha detto che la Raggi, come molti grillini, sarà pure onesta «ma non sa un c…o».  Ieri ha inguaiato Beppe, tirando fuori questa telefonata nella quale avrebbe detto che la sindaca va difesa, altrimenti casca tutto il castello a 5 Stelle. Anche se lei è una «depensante», una «totale depensante», «il modello perfetto per quello che io voglio al potere», avrebbe continuato il comico genovese. C’è da registrare che i «depensanti» eterodiretti che vuole Grillo, magari anche a Palazzo Chigi, sarebbero uno spettacolo al quale ancora gli italiani non hanno avuto il piacere di assistere. Ma è troppo, forse un accanimento eccessivo anche da parte di Grillo, se fosse vera quella telefonata. Qualcuno la mette in dubbio visto che Sgarbi quel termine «depensante» lo ha usato spesso per le sue invettive urlanti: un neologismo, ha spiegato lo stesso Vittorio in un’altra occasione, inventato da Carmelo Bene per coloro che, pur essendo dotati di intelligenza, non hanno un pensiero autonomo e originale.

Ieri anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini critica la Raggi. Dopo le dichiarazioni riportate da La Stampa in cui l’assessore all’Urbanistica di Roma definisce “impreparata” la sindaca Virginia Raggi non lesinando dure critiche nei suoi confronti, Berdini, convocato in Campidoglio, arriva a rimettere il mandato. Il gesto viene respinto dalla prima cittadina, ma con “riserva”. “Si è scusato, si è presentato con la cenere in testa e i ceci sotto le ginocchia – dice Raggi – ed io ho respinto le sue dimissioni con riserva”. Poche parole dall’ inquilina del Campidoglio che descrivono bene il gelo calato sul responsabile dell’Urbanistica. Il quale si difende così: “Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico…ora siamo passati anche alle trappole”. Nel ‘colloquio’ riportato le parole di Berdini sulla sindaca Raggi sono tranchant: “Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni. Se lei si fidasse delle persone giuste… Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli, s’è messa vicino una banda”. Poi le congetture sulla relazione, già smentita, tra Raggi e Romeo: “Sono proprio sprovveduti….”, afferma l’assessore. Ieri in mattinata, dopo la rassegna stampa, la sindaca è più che arrabbiata ed esige delle spiegazioni dall’urbanista: così lo convoca alle 14.30 insieme al resto della giunta. Ma ad essere molto contrariati dalle parole di Berdini sono anche gli altri assessori e, soprattutto, i consiglieri: “Così ci danneggia e non fa squadra”. Raggi chiede all’assessore tutte le spiegazioni del caso, poi decide di tenerlo ancora al suo posto ma “con riserva”. Sposta i riflettori dalla sfera personale a quella operativa, chiedendogli conto di tutto il lavoro portato avanti in assessorato e dà il via ad una sorta di ‘periodo di prova’. “Non voleva dire quelle parole, non le pensa – spiega in serata l’avvocatessa pentastellata -. Era mortificato per quello che ha detto. Roma sta affrontando temi complessi, come i piani di zona o lo stadio”. Poi si sente anche con Beppe Grillo per comunicargli la decisione presa. “Una conversazione carpita dolosamente da uno sconosciuto che non si è nemmeno presentato come giornalista”, si giustifica Berdini puntando il dito contro i media. “Ci stanno massacrando – sostiene -, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l’amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città”. Il caso esplode all’indomani della riapertura della delicata trattativa tra il Campidoglio e i proponenti del nuovo stadio della Roma, che da tempo vede proprio Berdini nella schiera dei più critici rispetto al progetto. Le sue parole sulla sindaca vengono confermate dal giornale torinese, che pubblica on line anche l’audio della conversazione, e dall’autore dell’articolo che spiega: “È stato un faccia a faccia, io e lui, io mi sono presentato come giornalista. E lui si è lasciato andare abbastanza. Comprendo l’imbarazzo che forse ha provato Berdini, ma io confermo parola per parola quello che ho scritto”. Sulla bacheca Fb del giovane cronista de La Stampa, dopo la pubblicazione del pezzo, oltre ai complimenti, compaiono anche diversi attacchi da simpatizzanti del M5S.

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