Lavoro

No al referendum sul jobs act, si a quello sui voucher e sugli appalti

No al referendum sul jobs act, si a quello sui voucher e sugli appalti

No al referendum sul jobs act, si a quello sui voucher e sugli appalti

Il referendum sull’articolo 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore. Nell’odierna camera di consiglio la Corte Costituzionale ha dichiarato: ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” (n. 170 Reg. Referendum); ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)” ( n. 171 Reg. Referendum); inammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi ” (n. 169 Reg. Referendum). È quanto riporta la nota della Consulta.

Plaude alla decisione della Consulta, Maurizio Lupi, il capogruppo dei deputati di Area popolare, che parla di una buona notizia: «Così come formulato il quesito avrebbe riportato indietro la legislazione sul lavoro a un sistema rigido e senza flessibilità» precisa. «Impeccabile» scrive su Twitter il senatore Pd Pietro Ichino a proposito della decisione della corte costituzionale.«Non condividiamo la decisione» fa sapere la capogruppo di Sinistra Italiana al Senato, Loredana De Petris. «Non commento il no della Consulta a referendum su art. 18, ma il governo non canti vittoria: il jobs act è veleno per economia e lo aboliremo» commenta Danilo Toninelli, deputato M5S.

«Un obbrobrio giuridico che la consulta non poteva che bocciare dando una bella tirata d’orecchie alla Cgil promotrice del referendum» fa sapere Francesco Giro per Forza Italia. «Dalla Consulta sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero» attacca il segretario della Lega, Matteo Salvini, che annuncia – da domenica 22 gennaio – un presidio a oltranza sotto la sede dei massimi giudici in piazza del Quirinale. È la ministra della Salute Beatrice Lorenzin la prima a commentare per il governo spiegando che la sentenza «non avrà alcun effetto» sulla durata dell’esecutivo: «Le eventuali modifiche spettano al ministro Poletti e sui voucher c’era già un lavoro in atto».

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