Polonia, populisti al governo in crisi

Polonia, populisti al governo in crisi

Polonia, populisti al governo in crisi
Polonia, populisti al governo in crisi

In Polonia trionfa, leader del partito di destra anti-Ue e anti-migranti ‘Diritto e giustizia’ (Pis), che con lo slogan “il paese ha bisogno del cambiamento” ha stravinto le elezioni politiche. La premier designata Beata Szydlo sarà dunque in grado di formare un governo da sola, senza cercare alleati. È la prima volta che accade dal 1989. Così come è la prima volta nella storia della Polonia post-comunista che nessuna forza di sinistra ha ottenuto abbastanza voti per entrare in parlamento; mentre ad entrare nel Sejm saranno cinque formazioni definibili di centro o destra. La candidata di PiS, la 52enne antropologa Beata Szydlo, avrebbe conquistato il 39,1 % dei voti, mentre l’attuale premier, la centrista di Piattaforma Civica Ewa Kopacz, che ha preso il posto ai vertici del partito e del governo quando il carismatico Donald Tusk è volato a Bruxelles da presidente del Consiglio europeo, si sarebbe fermata a 23,4%. Il PiS avrebbe dunque la maggioranza assoluta e quindi potrebbe governare senza bisogno di alcuna alleanza. La rock-star anti-sistema Kukiz avrebbe il 9%, e diventerebbe la terza forza del Paese, mentre non ce l’ha fatta il gruppo di Sinistra Unita di Barbara Nowacka ferma al 6,6% (la soglia di sbarramento per i gruppi è l’8%).

Svolta nell’acuto scontro politico governo/opposizioni e governo/media in Polonia. Dopo aver consultato per ore i leader di tutti i partiti, il giovane capo dello StatoAndrzej Duda, ha annunciato che l’esecutivo ha rinunciato al suo progetto di limitare in modo severissimo l’accesso dei giornalisti al Parlamento. L’impegno – apparentemente una marcia indietro per disinnescare la tensione alla vigilia delle feste, rafforzare la stabilità politica ed evitare un nuovo scontro con l’Unione europea sui temi istituzionali legati all’idea di Stato di diritto – è stato espresso per iscritto al presidente della Repubblica dal vertice del Pis. Il progetto prevedeva di limitare nel modo più restrittivo l’accesso dei media al Sejm, Camera dei deputati, la decisiva Camera bassa della democrazia polacca. Sarebbero stati ammessi solo rappresentanti di cinque reti televisive selezionate, presumibilmente in base al loro schieramento favorevole alla maggioranza. Ciò aveva scatenato proteste prima in aula, da parte delle opposizioni liberal – inducendo i deputati della maggioranza a lasciare l’emiciclo e a votare la legge finanziaria da soli in un altro locale del Sejm – poi in piazza, con il Parlamento assediato dai dimostranti al grido di ‘media liberi’. Solo nel primo mattino, l’energico intervento della polizia aveva permesso al leader storico del PiS Jaroslaw Kaczynski, alla premier Beata Szydlo e agli altri esponenti governativi di uscire dal Parlamento.

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