La Grecia di Tsipras continua la sua corsa lenta

La Grecia di Tsipras continua la sua corsa lenta
La Grecia di Tsipras continua la sua corsa lenta
Alexis Tsipras

Sono circa 25mila imigranti bloccati in Grecia, ma i numeri sono in rapido aumento, con gli sbarchi dalla Turchia che continuano a un ritmo tra le duemila e le tremila persone al giorno, mentre i Paesi dei Balcani hanno annunciato nuove restrizioni alle frontiere: non lasceranno passare più di 500 profughi al giorno, solo siriani e iracheni. Gli afghani non entrano più, ed i continui giri di vite sui controlli alimentano un clima di paura tra chi resta in attesa. In meno di due mesi la Grecia ha visto sbarcare oltre 1 limila migranti sulle sue coste: erano meno di 4mila nei primi due mesi dell’anno precedente. C’è voluta una riunione che durasse 11 ore proseguisse fino a tarda notte, ma alla fine i creditori e la Grecia hanno trovato finalmenteun accordo sulla revisione del programma di aiuti al Paese, e al conseguente esborso di una nuova tranche da 10,3 miliardi di euro del prestito da 86 miliardi concordato l’estate scorsa, nonché sulle misure da intraprendere, ma solo a partire dal 2018, per ristrutturare il debito ellenico.

Tsipras dà il diritto di voto ai 17enni e cambia (togliendo il super-premio di maggioranza) la legge elettorale greca che un bel pezzo di politica tricolore voleva prendere ad esempio per riscrivere l’Italicum. Il Parlamento di Atene ha approvato nella notte con 179 favorevoli su 300 la riforma del sistema di voto proposta dal leader di Syriza. Le nuove norme abbassano a 17 anni l’età cui si ha diritto a depositare la scheda nelle urne, cancella il bonus di 50 seggi garantito al partito che vinceva le elezioni mentre tiene fissa la soglia del 3% per ottenere una rappresentanza in aula. Nelle prossime ore 1 aula dovrà votare i singoli articoli del provvedimento. Hanno votato a favore della nuova legge Syriza, il partito del primo ministro, Alexis Tsipras, e i suoi alleati di coalizione della formazione Greci indipendenti. Contrari, invece, i conservatori di Nea Dimokratia, i centristi di To Potami, e quelli di Alleanza democratica. I comunisti del partito Kke si sono astenuti, mentre gli estremisti di destra di Alba Dorata non hanno partecipato alla votazione.

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