Turchia, attacco a un night club: 39 morti, 15 stranieri

Turchia, attacco a un night club: 39 morti, 15 stranieri
Turchia, attacco a un night club: 39 morti, 15 stranieri
Turchia, attacco a un night club: 39 morti, 15 stranieri

Era vestito da Babbo Natale e urlava parole in arabo. Per ora è tutto quello che trapela sull’attentatore che all’una e trenta di questa notte è entrato nel Night Club Reina a Istanbul, sulla riva europea del Bosforo, e ha ucciso a colpi di kalashnikov 39 persone che stavano brindando all’anno nuovo. Quindici di loro erano stranieri.  Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, ha escluso al momento la presenza di italiani tra le vittime. Tra i morti ci sono cittadini di Israele, Belgio, Arabia Saudita, Marocco, Libia e Libano.

Il terrorista era armato, ha detto il ministro dell’interno Suleyman Soylu, «con un’arma automatica». Ha preso di mira «la gente che festeggiava» e ha cercato di fare il più alto numero di vittime. Poi è fuggito ed è ancora in corso la caccia all’uomo. L’agenzia Dogan ha citato testimoni che parlano di «due assalitori» ma la notizia non è stata confermata. Il governo turco ha imposto un «coprifuoco» sugli aggiornamenti, per ragioni di sicurezza, mentre le forze speciali stanno setacciando il locale.

Al Reina c’erano almeno 700 persone, molti turisti. I feriti sono almeno quaranta. Testimoni citati dalla Cnn turca hanno raccontato che il terrorista era vestito da Babbo Natale, probabilmente per eludere in controlli. L’allarme era ai massimi livelli nella megalopoli sul Bosforo, e 17 mila uomini delle forze di sicurezza erano dispiegati in tutti i punti critici. Ma non sono bastati.

Il ministro dell’Interno non ha voluto fare ipotesi sulla matrice. Da due anni la Turchia subisce attentati da parte di gruppi islamisti e di fazioni curde legate al Pkk. Ma i curdi colpiscono polizia e forze armate, come nell’ultimo attentato vicino a uno stadio della stessa Istanbul. L’attacco di questa notte invece assomiglia per le modalità a quello all’aeroporto della città dello scorso 28 giugno, quando 28 persone vennero uccise a colpi di kalashnikov da due terroristi. Obiettivi e modalità portano dritti all’Isis.

Per ora non ci sono rivendicazioni, ma va detto che l’Isis non ha mai rivendicato attacchi in Turchia. Ora però i combattenti dello Stato islamico sono impegnati in una dura battaglia contro ribelli siriani moderati e truppe speciali turche ad Al-Bab, nel Nord della Siria. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello russo Vladimir Putin hanno appena concordato una tregua e un piano di pace per la Siria, approvato ieri sera dall’Onu, che esclude proprio l’Isis e Al-Qaeda. E questa potrebbe essere la risposta dei jihadisti.

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