Ucciso nell'hinterland milanese il terrorista di Berlino

Ucciso nell’hinterland milanese il terrorista di Berlino

Luca Scatà e Cristian Movio
Luca Scatà e Cristian Movio

Colpo di scena nella notte nel Milanese, dove in una sparatoria con la polizia a Sesto San Giovanni è stato ucciso Anis Amri, il killer dell’attentato al mercatino di Natale di Berlino. Ferito un poliziotto italiano. L’agenzia ‘Amak’, braccio mediatico dell’Isis, conferma che l’uomo ucciso era l’autore materiale dell’attentato. Nel frattempo a Roma, come misura anti-terrorismo, l’amministrazione ha stabilito il divieto di ingresso “nella Zona a Traffico Limitato Centro Storico di Roma ad autoarticolati, autocarri e veicoli” nelle giornate del “24, 25, 26 e 31 dicembre e per l’1 e il 6 gennaio prossimi”.

Questa mattina alle 3 a Sesto San Giovanni (Milano), in piazza I Maggio, in una normale attività di controllo una pattuglia aveva fermato un nordafricano che alla richiesta di esibire i documenti di identità ha risposto tirando fuori dallo zaino una pistola, calibro 22, e aprendo il fuoco. Un agente è rimasto ferito, mentre l’altro ha risposto al fuoco uccidendo l’uomo. In poche ore il nordafricano è stato identificato come Anis Amri l’attentatore di Berlino. Amri avrebbe urlato ‘poliziotti bastardi’ prima di essere eliminato dalla polizia. E’ stato riconosciuto grazie alle impronte, idendiche a quelle rilevate appena ieri sul Tir usato come ‘bomba’ per la strage al mercatino di Natale di Berlino. La polizia italiana è riuscita a risalire alla sua identità dopo aver effettuato un incrocio di impronte. L’indagine, di interesse internazionale, è affidata alla Digos di Milano e al commissariato di Monza.

Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, il killer di Berlino, è arrivato in Italia dalla Francia (nello suo zainetto è stato trovato un biglietto di un treno francese), in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno al’una di notte (è stato ripreso dalle telecamere). Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto san Giovanni dove attorno alle 3 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso. Gli inquirenti tedeschi erano certi che il tunisino ricercato da tre giorni fosse ancora in città, perché ferito e facilmente riconoscibile. Invece evidentemente era riuscito a fuggire ed era tornato in Italia, dove aveva trascorso molti anni, dallo sbarco a Lampedura alla carcerazione a Palermo e in Sardegna.

L’agente di polizia che è stato ferito Cristian Movio (nell’immagine in basso a destra), ha 36 anni, ed è del Commissariato di Sesto San Giovanni. L’agente scelto è ricoverato all’ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla ed è stato sottoposto ad un’operazione. Ad uccidere il terrorista è stato invece l’agente in prova al Commissariato di Sesto San Giovanni, Luca Scatà, ha 29 anni.  “Siamo molto grati alle autorità italiane per la stretta collaborazione”. Ha detto il portavoce del ministro degli Esteri tedesco. Ringraziamenti agli agenti italiani sono arrivati anche dalla polizia di Berlino in un tweet.

Visibilmente soddisfatto e commosso il neo ministro dell’Interno Marco Minniti si è presentato davanti alle telecamere poco dopo la risoluzione del caso. “Grazie a tutto il sistema di sicurezza, di cui l’Italia deve essere orgogliosa. Punto”, ha ripetuto due volte Minniti. Quanto all’agente rimasto ferito il ministro ha dichiarato: “Andrò ad abbracciarlo, gli augurerò Buon Natale. E’ grazie anche a persone come lui che gli italiami potranno fare un Natale più felice”.  “Voglio ringraziare gli uomini e e le donne dei nostri apparati di sicurezza e di cui l’Italia è davvero fiera. Una gratitudine speciale va all’agente, Christian Movio, e al suo collega Luca Scatà, che hanno mostrato coraggio e capacità professionali notevoli. Dell’operazione ho informato la cancelliera Angela Merkel. Quanto accaduto mette chiaramente in evidenza l’importanza di un accresciuto controllo del territorio e l’importanza di accentuare la collaborazione anche in internazionale”. Ha detto il premier Paolo Gentiloni in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Gentiloni ha anche espresso vicinanza e “un abbraccio” per i familiari di Fabrizia Di Lorenzo. “Lo Stato c’è e l’Italia c’è”, “la nostra attenzione resta massima e le minacce non vanno sottovalutate”, ha concluso il premier. La famiglia di Amri chiede chiarezza alle autorità sulla morte di Anis e vuole che la salma venga restituita loro in Tunisia il più presto possibile. Riferiscono alcuni media locali in lingua araba. Anis aveva tre fratelli e due sorelle.

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