Primarie destra francese: vince Fillon

Primarie destra francese: vince Fillon
Primarie destra francese: vince Fillon
Francois Fillon

Tra le grida di «Fillon président», il vincitore delle primarie della destra e del centro sale sul palco della Maison della Chimie, nel cuore del VII arrondissement di Parigi dove vive da anni. Il discorso del nuovo e inaspettato favorito nella corsa all’Eliseo è breve, impeccabile, senza sorprese: «La mia è una vittoria di fondo, basata sulle convinzioni. Da tre anni percorro la Francia e mi sono accorto di questa ondata che ha frantumato tutti gli scenari scritti in anticipo». François Fillon è stato tra i pochissimi in Francia a credere nelle sue chance di affermazione. Ora che ha travolto Juppé (66,5% contro 33,5%, secondo i dati definitivi), può concedersi l’eleganza di rivolgersi agli sconfitti. «Noi francesi dobbiamo reagire come non abbiamo mai fatto da trent’anni a questa parte. Difenderò i nostri valori e avrò bisogno i tutti: ho un pensiero particolare per Nicolas Sarkozy, e indirizzo a Juppé un messaggio di amicizia, stima e rispetto».

Gli elettori di destra e del centro francesi hanno scelto come loro candidato all’Eliseo un uomo che per tre anni non è mai stato considerato in grado di impensierire i due rivali Alain Juppé e Nicolas Sarkozy. Anzi, Fillon non era neppure giudicato un possibile terzo uomo, ruolo a lungo ricoperto dal giovane e alla fine deludente Bruno Le Maire. Uno dei momenti di svolta è stato quando durante un comizio poche settimane fa Fillon si è rivolto alla folla e si è sfogato: «Ma che ci fate qui? Perché siete venuti? Tutto è già deciso, il vincitore sarà un altro». Seguì, nell’ovazione dei sostenitori, l’elenco delle ragioni secondo le quali Fillon si diceva sicuro di vincere. In sintesi, l’ex premier si dichiarava il candidato più serio, coerente, preparato, più rappresentativo dei valori della destra. E i francesi hanno premiato lui e un programma che, sulla carta almeno, sembra molto duro.

Il liberale Fillon ha vinto proponendo la soppressione di 500 mila posti di dipendenti pubblici, il taglio di 100 miliardi di spesa pubblica (Sanità compresa), un aumento di due punti dell’Iva, l’abolizione delle 35 ore settimanali come durata legale del lavoro. Nei temi di società, il conservatore Fillon ha promesso la revisione della legge che consente il matrimonio degli omosessuali avvicinandosi ai circoli cattolici tradizionalisti, e ha criticato con fermezza la Corte europea dei diritti dell’uomo che obbliga la Francia a iscrivere all’anagrafe i figli nati all’estero da madre surrogata. La Francia, «patria dei diritti dell’uomo», potrebbe non riconoscere più la sua autorità.

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