L'aborto non provoca il cancro.

L’aborto non provoca il cancro.

L'aborto non provoca il cancro.
L’aborto non provoca il cancro.

Il Good Counsel Network, che opera in Irlanda e nel Regno Unito, ha messo a confronto l’aborto con il terrorismo, ha difeso le lavanderie Magdalene, definendo la contraccezione come un atto di narcisismo. A ciò si collega quanto accaduto al Women’s Centre in Berkeley Street a Dublino, dove un reporter sotto copertura ha filmato un counselor mentre asseriva che l’aborto provoca cancro al seno e trasformava le donne in abusatrici di bambini. Dopo l’inchiesta di settembre del Times, l’Assemblea d’Irlanda sta legiferando per regolamentare i Centri crisi in gravidanza.

Il centro di Dublino è registrato allo stesso indirizzo e numero telefonico di Londra come il Good Counsel Network. “Il Network del Buon Consiglio riconosce che non c’è un vero e proprio collegamento tra l’aborto e il cancro al seno. Comunque non possiamo nascondere il fatto che oltre 50 studi suggeriscono un possibile collegamento”, ha affermato il gruppo antiabortista in un comunicato sul proprio sito nel Regno Unito.

“Non siamo consulenti medici, e quindi condividiamo con le donne allo stesso modo informazioni relative a questi studi così come informazioni che escludono un collegamento”, ha aggiunto.

Il Times ha rivelato che il Centro avvertì il reporter sotto copertura che l’aborto poteva rendere le donne sterili e violente. In Ottobre, una inchiesta inglese della trasmissione di Canale 4 Dispatches ha scoperto che le cliniche britanniche per l’aborto gestite dalla stessa organizzazione farebbero le stesse affermazioni.

Una donna che dice di essere un counselor nella clinica di Dublino non raccontò al reporter del Times che non ci sono correlazioni provate tra l’aborto e il cancro al seno. Riferendosi a donne che hanno abortito, lei disse:”Non posso dirti ‘Le verrà il cancro al seno”. No. Ma quello che posso dirti è che ci sono stati molti più casi di cancro al seno in gruppi di donne che avevano abortito piuttosto che in altri. L’apparato riproduttivo è tutto collegato.”

Diede al reporter degli articoli che parlavano degli effetti collaterali dell’aborto, tra cui frigidità, tendenza al pianto, ai sospiri, una continua deglutizione, un intenso interesse verso i bambini, impotenza, un’ossessione per la morte, per la perdita di organi, convulsioni, futuri abusi nei confronti dell’infanzia, l’impulso a interrompere le relazioni, bassa autostima, sentimenti di disumanizzazione e di sfruttamento, mancanza di sicurezza nel prendere decisioni, insonnia, incubi, nervosismo e senso di colpa. Peter Boyan, presidente dell’Institute of Obstetricians and Gynaecologists of the Royal College of Physicians d’Irlanda, ha detto che le affermazioni d’ordine medico fatte dal Centro sono scandalose, pericolose e infondate.

Il Times ha contattato per un commento un uomo che gestisce la clinica, che dice di chiamarsi Patrick Jameson, non ricevendo risposta. All’apparenza costui è perfettamente identico a Eamon Murphy, alle volte definito Eammon Murphy, un attivista antiaborto e direttore della ProLife Alliance. Il Network del Buon Consiglio sembra abbia pagato per essere tra i primi risultati di Google per quanti ricerchino da un indirizzo IP irlandese consigli su come accedere all’aborto.

Il Women’s Centre anche fornisce un indirizzo in Bell street, north London, sul suo sito web. Nel 2013 l’Advertising Standards Authority (ASA) decretò che il centro di Londra aveva violato il suo codice deontologico per aver dato “la fuorviante e irresponsabile” impressione che si trattasse di una clinica per abortire. Gira su abortionchoice.org, un sito britannico che l’ASA ha definito “attira reclami”.

“Il Women’s Centre, in precedenza conosciuto come Central London Women’s Centre, sta violando i codici deontologici della pubblicità nel Regno Unito per aver trascurato di rendere chiaro che un servizio che offre consigli su gravidanze non programmate non riguarda direttamente donne che vogliono interrompere una gravidanza, ed anche per dare l’ingannevole impressione di essere una clinica per l’aborto”, ha detto. “Nonostante le ripetute richieste di modificare l’inserzione in linea con la sentenza, ancora non si riesce a farlo”

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