Brexit, l’Alta Corte rallenta l’uscita dall’Ue: “Deve votare il Parlamento”

Brexit, l’Alta Corte rallenta l’uscita dall’Ue: “Deve votare il Parlamento”
Brexit, l’Alta Corte rallenta l’uscita dall’Ue: “Deve votare il Parlamento”
Brexit, l’Alta Corte rallenta l’uscita dall’Ue: “Deve votare il Parlamento”

A quasi cinque mesi di distanza dal referendum che ha sancito la volontà dei cittadini britannici di uscire dall’Europa, la Gran Bretagna si ritrova oggi a dover fare i conti con un difficile percorso ad ostacoli, non solo per le riserve di natura politica implicite nei membri di alcuni dei suoi organismi statali, ma anche per delle questioni squisitamente procedurali che, in virtù di un’assenza di precedenti, rende quantomai fumoso il processo di uscita dalla Comunità Europea.

E così l’Alta Corte britannica esprime, in un’aula stracolma di gente, il proprio verdetto destinato a stravolgere i piani di molti sostenitori della Brexit: il governo non può mettere in moto il processo di uscita dall’Unione europea senza l’approvazione del Parlamento. Di fatto, una batosta per l’esecutivo guidato da Theresa May, che aveva sempre rivendicato il diritto del suo popolo di fare appello all’Articolo 50 del Trattato di Lisbona per avviare i negoziati di uscita dall’Europa. “Questo risultato è di tutti noi, non c’entra la politica ma la giusta procedura”, ha garantito Gina Miller, manager della City che ha guidato il ricordo presentato all’Alta Corte, appena messo piede fuori dall’Aula. Ma fra gli euroscettici si parla già di golpe bianco, di boicottaggio del referendum popolare: “Temo che le proveranno tutte per bloccare o rallentare l’attivazione dell’Articolo 50. Se sarà cosi, non hanno idea della rabbia popolare che questo provocherà”, ha tuonato minaccioso il leader del partito anti europeo Ukip, Nigel Farage.

Intanto le banche hanno accolto positivamente la decisione dell’Alta Corte inglese, la sterlina ha segnato infatti un buon rialzo nel corso della seduta mattutina. Solo Bruxelles non ha granché da gioire di questo passo. Per la Comunità Europea, un rimpallo di questo tipo può significare un pantano di trattative destinato a protrarsi per un tempo indefinito, e questo, nei palazzi dell’Europa, non è un atteggiamento tenuto in grande stima. Potrebbe indurre qualcun’altro a tentare la stessa via.

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