Musica

La Bertè porta le sue amiche in Arena

Amiche in Arena

Amiche in Arena

È partito tutto da uno spunto di Loredana Berté: nel video di “È andata così”, la cantante appende al microfono una scarpetta rossa. Un’immagine all’apparenza insignificante, ma che Fiorella Mannoia ha preso come una palla al balzo. E così quello che era stato presentato come il concerto all’Arena di Verona per festeggiare i 40 anni di carriera della leonessa del rock italiano si è trasformato in qualcosa di più grande: un evento a sostegno della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne che ha visto alcune delle voci più importanti del pop-rock italiano unite sullo stesso palco. “Amiche in Arena” – questo il titolo del progetto – è andato in scena lo scorso 19 settembre: ora arriva il cofanetto che ripercorre il concerto interamente (32 canzoni, alcune tratte dal repertorio di Loredana Berté, altre tratte dal repertorio delle cantanti che hanno partecipato all’evento), sia in cd che in dvd. Il ricavato delle vendite, proprio come era accaduto con i biglietti del concerto, sarà devoluto in beneficenza all’Associazione D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, a sostegno dei Centri Antiviolenza: garante della devoluzione è Fiorella Mannoia, qui impegnata nelle vesti di direttore artistico.

“Amiche in Arena” può essere raccontato in diversi modi. In primo luogo, lo si può raccontare come il concerto-evento dedicato ai 40 anni di carriera di Loredana Berté. “Il mare d’inverno” è il pezzo scelto per rompere il ghiaccio: Fiorella Mannoia prende per mano la Berté e la accompagna verso il microfono. “L’avevo promesso a Loredana, che l’avrei portata a Verona: lei non ci credeva”, racconta la cantante romana. E infatti l’emozione è tanta sul volto di Loredana: lei entra nel pezzo solamente nella seconda parte, e si scioglie. Fiorella si inginocchia ai suoi piedi: “La regina, Loredana Berté”, dice. La Mannoia non è l’unica ad inchinarsi ai piedi della Berté: man mano che il concerto prosegue arrivano anche Noemi (co-protagonista elegantissima del duetto su “Dedicato”, di cui accentua le venature blues), Nina Zilli (il duetto su “La goccia” è uno degli episodi più energici), Emma, Alessandra Amoroso, Irene Grandi, Elisa, Bianca Atzei, Paola Turci, Antonella Lo Coco.

I fan della Berté, dagli spalti dell’Arena, mostrano alle telecamere le copertine dei suoi 33 giri e la parola chiave è celebrazione. La celebrazione di un repertorio da far invidia alle nuove voci femminili del pop italiano (qualche titolo: “Il mare d’inverno”, “Non sono una signora”, “Sei bellissima”, “Dedicato”, “E la luna bussò”, “In alto mare”). Ma anche la celebrazione di una carriera incredibile, fatta di alti e bassi, salite e discese, successi e fallimenti totali, sempre in bilico: “È andata così, comunque, tutto compreso / chissà cosa mi fa cantare i fatti miei / è andata che mi hanno lasciato il microfono acceso / ma forse non serve nemmeno, mi senti se vuoi”, canta lei nel finale di “È andata così”, un bilancio, un resoconto di questi 40 anni. Non poteva mancare Mia Martini, più volte ricordata nel corso del concerto: dalla cover di Loredana di “Padre davvero” (incazzatissima) al duetto con Elodie su “Stiamo come stiamo”, passando per la versione di “Almeno tu nell’universo” con Emma ed Elisa (nel ritornello la Berté resta da sola, come a cercare un ricongiungimento con la sorella – è uno dei momenti più emozionanti).

Ogni duetto ha il suo pregio: “Non sono una signora” tira fuori l’aspetto più cazzuto di Emma (“Ciao mamma”, dice la cantante salentina appena raggiunge la Berté sul palco), “Sei bellissima” dimostra che quando Alessandra Amoroso ha al suo servizio le canzoni giuste si rivela una delle migliori interpreti italiane, il duetto con Aida Cooper su “Ma quale musica leggera” è l’ideale abbraccio tra due amiche che condividono da anni la vita sotto e sopra il palco, quello con Paola Turci in “Luna” sottolinea l’aspetto più sofferto e amaro della canzone.

In secondo luogo, “Amiche in arena” può essere raccontato come il disco dell’evento a sostegno della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Gran parte delle canzoni che sono state inserite in scaletta pur non facendo parte del repertorio della Berté sono legate tra loro da un filo conduttore rosa, nel senso che sono pezzi femminili, con protagoniste alcune donne: il duetto tra Fiorella Mannoia e Irene Grandi su “Sally”, quello tra la Mannoia e la Amoroso in “In viaggio”, il duetto tra Patty Pravo e Nina Zilli in “La bambola” (“Queste bambole non devono esistere più, che la paura di queste donne possa diventare il loro coraggio”, dicono), quello tra Emma e Elodie su “Io di te non ho paura” e tra Emma ed Elisa su “L’anima vola” (“Questo è per tutte le nostre sorelle lassù”, sussurra Elisa al microfono).

Ma “Amiche in Arena” è anche un bel confronto tra il pop femminile italiano di ieri e il pop femminile italiano di oggi, fatto di alcuni incontri-scontri tra passato e presente. Nina Zilli mette in risalto le sue radici sixties nel duetto con Patty Pravo in “La bambola”, Noemi si riscopre interprete di spessore nei duetti con Loredana Berté in “Dedicato” (una delle perle di Fossati) e con Fiorella Mannoia in “L’amore si odia”, Emma ritrova in Gianna Nannini e nella stessa Loredana Berté due punti di riferimento importanti (“È opinione generale quella che non so cantare e che vesto sempre male”, canta simbolicamente in “Amici non ne ho”). E in questo confronto tra passato e presente rientrano anche gli omaggi ad alcuni autori che con le loro parole hanno saputo valorizzare le interpreti femminili italiane: Vasco, ad esempio, del quale vengono proposte “Sally” e “Prima di partire per un lungo viaggio” (entrambe cantate da Fiorella Mannoia e Irene Grandi), ma anche Ivano Fossati (“Dedicato, “Non sono una signora” e Enrico Ruggeri. Ed è proprio una canzone di Enrico Ruggeri, “Quello che le donne non dicono”, a chiudere il concerto: tutte le “Amiche in Arena” si ritrovano sul palco, per una versione corale di questa canzone divenuta simbolo del mondo femminile. “Siamo così dolcemente complicate / sempre più emozionate, delicate / ma potrai trovarci ancora qui”, cantano Berté, Mannoia e colleghe: non potevano scegliere conclusione più bella.

Il cofanetto di “Amiche in Arena” è prodotto da Ferdinando Salzano e Gabriele Parisi per F&P Group e per iAM Management, rispettivamente la società che ha organizzato e promosso l’evento e il management della stessa Fiorella Mannoia. Hanno collaborato alla realizzazione di “Amiche in Arena” anche Rtl 102.5, Oyà (la società della Mannoia), Bandabebè (la società della Berté) e 23 Music Entertainment (agenzia di management guidata da Francesca Losappio, manager della Berté). La distribuzione è stata invece affidata ad Artist First. Nei ringraziamenti viene citato anche Zucchero, che proprio in quei giorni era impegnato all’Arena di Verona con la sua residency e che ha concesso il palco per un giorno alle colleghe.

“Amiche in Arena” esce in due versioni: una standard, contenente 2 cd e un dvd; e una deluxe, contenente 2 cd, un dvd e anche il libro fotografico con alcune immagini della serata. Il disco è stato registrato da Lorenzo “Moka” Tomassini, poi mixato da Renato Cantele e masterizzato da Pietro Caramelli, con gli ingegneri del suono Marco Dal Lago e Remo Scafati. La regia del dvd è di Roberto Cenci, mentre la produzione artistica è di Carlo Di Francesco (ideale guida della band che ha accompagnato le cantanti sul palco).

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