Terremoto a Norcia

Terremoto a Norcia

Terremoto a Norcia
Terremoto a Norcia

Il 26 ottobre 2016, alle ore 19:11:36, una nuova forte scossa di magnitudo Mw 5,5 è stata registrata nel comune di Castelsantangelo sul Nera (provincia di Macerata), a cui ne è seguita una ancora più forte, di magnitudo Mw 6,0 alle ore 21:18:05, con epicentro nel comune di Ussita. Le due scosse hanno provocato innumerevoli crolli e diversi feriti lievi. A Tolentino, un anziano è morto colpito da infarto. Sono seguite una serie di scosse, le più forti tra magnitudo 3,0 e 4,5. Il 30 ottobre alle 07:40 si è verificata una scossa di magnitudo 6,5 percepita in gran parte della penisola italiana, in Austria (nella regione di Salisburgo e in Carinzia) e sulle coste Balcaniche risultando la più forte scossa di terremoto in Italia dal sisma dell’Irpinia del 1980. Il sisma si è originato a 10 chilometri di profondità con epicentro tra i paesi di Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera.[28] Si sono registrati diversi crolli ma nessuna vittima. Dopo questo si sono verificate scosse di assestamento comprese tra magnitudo 3,5 e 4,8. A Norcia sono crollate la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea ed è stata quasi completamente distrutta la frazione di Castelluccio di Norcia con circa il 60% delle case crollate. Il sisma ha provocato uno spostamento di due lobi: uno verso est di 40 cm nell’area di Montegallo e l’altro verso ovest di 30 cm nella zona di Norcia. La scossa del 30 ottobre ha prodotto non trascurabili effetti idrogeologici nella zona: la portata del fiume Nera è notevolmente aumentata, mentre nei pressi di Norcia il torrente Torbidone è riemerso tornando a scorrere dopo decenni nella piana di Santa Scolastica.

Alle 09,45, il capo della Protezione civile fa un primo punto sul nuovo sisma: “È stata una scossa importante e rilevante, al momento non risultano vittime, ma ci sono decine di feriti, almeno uno grave”. Più tardi, intorno alle 12, un secondo aggiornamento ufficiale nel quartier generale della Protezione civile a Rieti: “Consentiteci un sospiro di sollievo se verrà confermato che non ci sono vittime”. Poi alle 16:20 un nuovo incontro con la stampa: “Non si sta cercando nessuno”, ha detto Curcio. Dopo la prima, almeno altre 50 piccole scosse in un paio d’ore. “Non ci sono ulteriori feriti. Restano venti con qualche codice giallo”, ha detto il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, nel corso del punto stampa delle 16.

Danni gravissimi. I momenti della paura sono stati ancora una volta terribili, e sono ingenti i nuovi danneggiamenti nel cuore dell’Italia centrale: Norcia è in ginocchio, è venuta giù la chiesa di San Benedetto, le anziane suore fuggivano e la gente si è messa a pregare in piazza. Poche ore dopo ha ceduto anche la chiesa di Santa Rita, con la facciata che era costruita con le pietre provenienti da edifici distrutti da antichi sismi. La vicina Castelluccio, celebre per le sue lenticchie, è ancora isolata. Paura anche a Roma, dove le scosse sono state sentite ovunque e da stamani sono in corso decine di verifiche anche a San Pietro e al Colosseo. Ferme per qualche ora le metropolitane nella Capitale. Chiusa per qualche ora la basilica di San Paolo fuori le Mura. A causa della formazione di alcune crepe sulla cupola capolavoro del Borromini di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, la chiesa è stata chiusa. Rimane chiuso “fino a nuovo ordine” il tratto finale della Tangenziale Est di Roma: in particolare, la chiusura riguarda il tratto da Largo Passamonti in direzione Vle Castrense (San Giovanni). Anche la rampa di accesso alla tangenziale da via Prenestina è chiusa.

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