L’Europa scelga: modello italiano o ungherese!

L'Europa scelga: modello italiano o ungherese!
L'Europa scelga: modello italiano o ungherese!
Matteo Renzi

Nei giorni scorsi l’Italia ha presentato il proprio bilancio all’Unione Europea e quest’ultima l’ha contestato sostenendo che erano stati violati i patti precedentemente presi. Infatti, sembra che il tasso di deficit concordato doveva essere inferiore al 2,4% presentato.

Il premier italiano Matteo Renzi si è giustificato dicendo che senza i problemi derivanti da terremoto e flussi migratori quel tasso sarebbe potuto scegliere anche al 2% e che comunque se la Ue decidesse di bocciare il bilancio italiano non solo sarebbe implosa essa stessa per il marasma che avrebbe provocato al suo terzo contributore; ma chesolo ebl altri i problemi di cui si dovrebbe occupare.

Renzi infatti si riferiva a stati come l’Ungheria dove ci si rifiuta di accogliere tutti gli immigrati e che aggravano la posizione dell’italia e il suo compito di salvataggio delle persone provenienti dagli stati in guerra che si affacciano sul mediterraneo. Ma Renzi trovas spazio anche per rincarare la dose. La minaccia è chiara ed efficace. Se l’Italia boccia il bilancio italiano, l’Italia metterà il veto su quello Ue.

A inviti alla raggionevolezza dei comissari Ue e sopratutto del commissario all’economia Pierre Moscovici, l’Italia ricorsa che è contributore per 20 mld e che ne riceve solo 12 in contributi. Gli altri 8 vanno a quegli stati dell’est che si rifiutano di accogliere immigrati e che proprio per quello potrebbe decidere unilateralmente di trattenerseli. Insomma siamo alle parole grosse.

Parole grosse anche sul fronte ungherese. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto dichiara: “Renzi fraintende completamente la situazione, le risorse Ue spettano ai Paesi membri dell’Europa centrale. E’ Roma che non adempie ai propri obblighi: se rispettasse meglio norme e regole comuni la pressione dell’immigrazione sarebbe molto minore”. I paesi centroeuropei, prosegue Szijjarto, “con la loro adesione all’Unione europea, hanno aperto i propri mercati interni alle imprese dell’Europa occidentale, fra cui anche quelle italiane, che hanno realizzato così profitti notevoli”.

Il nostro ministro degli esteri Paolo Gentiloni contrattacca dicendo che  l’Ungheria non può dare lezioni all’Italia perchè con muri e referendum l’Ungheria ha sempre rivendicato di violare le regole europee sulle migrazioni.

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