Ambiente

Vasco Errani nominato commissario per la ricostruzione

Vasco Errani nominato commissario per la ricostruzione

Vasco Errani

«Nessun modello Emilia, sarebbe stolto pensarci». Vasco Errani parla da palazzo Chigi, a poche ore dalla nomina di Commissario per la ricostruzione nei territori colpiti dal recente sisma. E mette subito in chiaro che ogni paragone con il lavoro post-terremoto svolto in Emilia Romagna nel 2009, quando era governatore, non ha motivo di esistere. «Certo, prenderemo ciò che viene dalle esperienze precedenti – precisa -. Vedremo i loro limiti e gli aspetti positivi. Poi però applicheremo tutto al modello territoriale che abbiamo di fronte». «Le linee guida sono già state fornite dal governo», il che significa dover ricostruire nello stesso luogo dei crolli – niente new-town, come quelle del modello L’Aquila.

rimo passo da Commissario, annuncia Errani, sarà recarsi nel cratere, «per vedere con i miei occhi, capire cosa è successo. Partirò subito». Poi, individuare un luogo che faccia da quartier generale per le istituzioni nella fase di orientamento e coordinamento delle operazioni. Il suo sarà «un lavoro di gestione del territorio in sinergia con le istituzioni», sottolinea il sottosegretario Claudio De Vincenti, che siede al fianco di Errani in conferenza stampa. Nella fase di passaggio più delicata – dall’emergenza all’assistenza delle persone sfollate – sarà la collaborazione più stretta sarà con il Dipartimento della Protezione civile. «Questa è una squadra», dice Errani guardando anche ai governatori delle zone colpite, presenti in conferenza stampa, e promette: «Non prenderò mai una decisione da solo».

Poi, prosegue Errani, per la ricostruzione «metteremo al centro trasparenza, controlli, e che ci sia meno burocrazia possibile». L’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, in questo senso, dovrebbe avere un ruolo importante nella costituzione di una regia unica e nella verifica degli appalti. Entro la fine di settembre, dice Errani, sarà pronto un decreto con il quale saranno definiti i criteri di gestione dei fondi e si daranno risposte alla necessità di trasparenza. Nessuna «bacchetta magica», permetterà però di ricostruire in pochi anni i centri storici distrutti. «Quello sarà un lavoro di medio periodo».  Importante per gli anni che seguiranno «è la credibilità», dice Errani che, anche per questo, vuole essere il più possibile vicino ai cittadini. «Andrò nel cuore dei territori. Non sarò un commissario calato dall’alto». Né, come hanno accusato Movimento 5 stelle e centrodestra, nominato dal governo per ricucire gli strappi interni al Partito democratico: «Parlerò poco e non alimenterò polemiche. Ma non avrei mai accettato questo incarico se fosse stato in chiave di dialettica tra maggioranza e minoranza Dem. Sono qui per il territorio. Ora non sono un uomo del Pd».

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