Spagna: si profilano le terze elezioni

Spagna: si profilano le terze elezioni

Pedro Sanchez
Pedro Sanchez

Mentre in Spagna si consolida il patto tra il Partido popular (Pp) e Ciudadanos, i socialisti continuano a negare il loro sostegno al presidente del Governo uscente e incaricato, Mariano Rajoy. Il leader del Partido socialista obrero espanol (Psoe), Pedro Sanchez, ha ribadito ieri che non intende dare alcun aiuto ai popolari in un futuro voto di fiducia. I conservatori del Pp e i liberali di Ciudadanos hanno firmato pochi giorni fa il patto anticorruzione che permette alle due formazioni di dar via al negoziato per un accordo di investitura di Rajoy. Tuttavia, il rifiuto socialista di appoggiare il nuovo esecutivo mantiene l’incertezza sulla effettiva possibilità di mettere fine alla crisi che da otto mesi tiene in sospeso la politica della Spagna. I sei punti del patto prevedono la rimozione dagli incarichi pubblici di chi è indagato per corruzione, l’abolizione delle immunità per i politici, la fine degli indulti per i casi di corruzione e maggiore trasparenza sui presunti scandali in seno al Pp. Raggiunta questa intesa, le due parti hanno ora iniziato un negoziato sui terni economici e sociali. In particolare nel campo dell’istruzione e in quello del rafforzamento delle istituzioni demoera tiche. Rajoy, il cui partito è arrivato primo alle elezioni del 26 giugno 2016, si presenterà in Parlamento il 30 agosto. Appare fin d’ora scontato che non otterrà la necessaria maggioranza assoluta (almeno 176 voti) al primo voto di fiducia, in agenda per il 31 agosto. Al secondo voto, previsto il 2 settembre, sarà sufficiente la maggioranza semplice. Ciò nonostante, anche in questo secondo caso, i 137 deputati popolari e i 32 liberali non saranno sufficienti se non vi sarà almeno l’astensione degli 85 socialisti. Per questo Rajoy intende incontrare al più presto Sanchez. Se Rajoy non otterrà la fiducia neanche il 2 settembre, rimarranno solo due mesi per formare un altro Governo. L’incarico di presentare una proposta di Governo potrebbe passare a Sanchez ma, secondo gli analisti, è facile ipotizzare uno scenario come quello della primavera scorsa quando neanche il leader socialista riuscì a portare a termine il compito. Il rischio è che si tomi per la terza volta alle urne, dopo il voto del 20 dicembre e quello del 26 giugno. Questa volta, i quotidiani spiegano che i tempi imposti dalla costituzione spagnola porterebbero a un voto domenica 25 dicembre, giorno di Natale.

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