Le unioni civili boicottate del Comune di Padova

Le unioni civili boicottate del Comune di Padova
Le unioni civili boicottate del Comune di Padova
Massimo Bitonci

Non solo il divieto di celebrare le unioni civili il sabato, confinandole al mercoledì mattina. Immaginate la scomodità di una simile cerimonia nel mezzo della settimana lavorativa per parenti e amici che vogliano essere presenti. Ma anche l’impossibilità di scegliersi il “celebrante”, lasciando l’incombenza di certificare il rito ai funzionari del Comune. Le azioni di “rappresaglia” del sindaco leghista Massimo Bitonci sulle unioni gay passano anche dalla decisione di non delegare nessuno per la celebrazione. Ecco, detto tutto.

Contro Bitonci ha avviato una battaglia legale il deputato del Pd Alessandro Zan, uno dei “padri” della legge che riconosce le coppie omosessuali: «Se Bitonci dà la delega a consiglieri e assessori per celebrare matrimoni e la nega agli stessi per celebrare unioni civili siamo di fronte a una palese discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale», sottolinea. «La legge dice che tutte le disposizioni che si riferiscono al matrimonio si applicano anche alle unioni civili. Il regolamento di Palazzo Moroni sui matrimoni vale quindi anche per le unioni civili – spiega Zan – Questo sindaco, che si diverte a coprire ogni giorno di ridicolo la fascia tricolore, ha giurato di osservare le leggi della Repubblica. Conoscerle era sottinteso».

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