Grecia: cambia la legge elettorale

Grecia: cambia la legge elettorale
Grecia: cambia la legge elettorale
Alexis Tsipras

Tsipras dà il diritto di voto ai 17enni e cambia (togliendo il super-premio di maggioranza) la legge elettorale greca che un bel pezzo di politica tricolore voleva prendere ad esempio per riscrivere l’Italicum. Il Parlamento di Atene ha approvato nella notte con 179 favorevoli su 300 la riforma del sistema di voto proposta dal leader di Syriza. Le nuove norme abbassano a 17 anni l’età cui si ha diritto a depositare la scheda nelle urne, cancella il bonus di 50 seggi garantito al partito che vinceva le elezioni mentre tiene fissa la soglia del 3% per ottenere una rappresentanza in aula.

Nelle prossime ore 1 aula dovrà votare i singoli articoli del provvedimento. Hanno votato a favore della nuova legge Syriza, il partito del primo ministro, Alexis Tsipras, e i suoi alleati di coalizione della formazione Greci indipendenti. Contrari, invece, i conservatori di Nea Dimokratia, i centristi di To Potami, e quelli di Alleanza democratica. I comunisti del partito Kke si sono astenuti, mentre gli estremisti di destra di Alba Dorata non hanno partecipato alla votazione.

Tsipras non è però riuscito a ottenere la maggioranza qualificata (200 voti) necessaria per fare entrare in vigore la riforma già dalla prossima tornata elettorale. L’abbassamento dell’età per il diritto di voto, infatti, entrerà in vigore subito. Ma il premio di maggioranza sarà abolito solo tra due elezioni, dando il tempo al prossimo Parlamento di abolirlo (ottenendo però almeno i due terzi dei consensi in aula). Syriza – vincitrice delle ultime due elezioni con percentuali superiori al 30% dopo aver galleggiato per anni attorno al 4% – ha perso da qualche mese la leadership nei sondaggi a vantaggio di Nea Demokratia. E molti osservatori leggono la mossa di Tsipras come un modo per rafforzare il peso politico della sua formazione: il voto ai 17enni dovrebbe garantire più consensi alla sinistra mentre l’addio definitivo al premio di maggioranza obbligherà in ogni caso a formare governi di coalizione.

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