Europa

Il Regno Unito sceglie di uscire dall’Unione Europea

Il Regno Unito sceglie di uscire dall'Unione Europea

Il Regno Unito sceglie di uscire dall’Unione Europea

È stato un testa a testa costante, con continui ribaltamenti di fronte: alla fine ha vinto il Leave sul Remain e la Gran Bretagna è fuori dalla Ue. Il premier britanico, David Cameron, ha annunciato le sue dimissioni: rimarrà a Downing Street altri tre mesi, ma poi è necessario che per la guida dei negoziati con l’Ue ci sia una nuova leadership. Alta l’affluenza alle urne: ha votato il 72,2% dei cittadini. Il voto, oltre a far precipitare il Regno Unito nell’incertezza, rappresenta la sconfitta più netta per i fautori di una maggiore integrazione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale e rischia di innescare un effetto domino in altri Paesi.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, vuole incontrare Merkel per evitare l’effetto domino, anche se per Schulz “Non ci sarà alcuna reazione a catena – ha detto Schulz alla tv pubblica tedesca Zdf – non credo che altri Paesi saranno incoraggiati a percorrere questa strada pericolosa”. Anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha sentito al telefono la Cancelliera tedesca e Hollande, rende noto il portavoce del presidente del Consiglio su Twitter. Il presidente Usa, Barack Obama, informato dell’esito della consultazione, in giornata parlerà con David Cameron.

Girandola di incontri. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato che la Ue è “determinata a mantenere la sua unità a 27” e ha sottolineato che fino a quando la Gran Bretagna non lascia, vengono formalmente applicate le norme Ue. Il presidente ha annunciato un incontro informale a “27 a margine del Consiglio Europeo (del 28-29 giugno, ndr) e proporrò anche di cominciare un’ampia riflessione su futuro della nostra Unione”. Tusk sta preparando un’agenda per gli incontri con i leader europei. Intanto lunedì Hollande incontrerà a Berlino Merkel e Renzi.

Profondamente scossi i mercati finanziari, che alla vigilia, si erano posizionati per una vittoria del fronte pro-Ue mentre a spoglio ormai quasi completato, i voti favorevoli all’uscita si attestano al 51,8%, contro i 48,2% di preferenze per restare. Deutsche Bank prevede conseguenze negative sotto tutti gli aspetti. La sterlina accusa il colpo, ampliando le perdite sul dollaro a 1,33. Solo ieri sera era a 1,50 dollari, grazie ai sondaggi che prevedevano un vittoria del campo favorevole alla permanenza nella Ue. La moneta inglese segna i minimi dal 1985: è il calo più forte di sempre.

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