Strage di Orlando

Strage di Orlando
Strage di Orlando
Strage di Orlando Prima fila da SX: Edward Sotomayor Jr., Eddie Jamoldroy Justice, Eric Ivan Ortiz Rivera, Kimberly Morris, Amanda Alvear, Stanley Almodovar III, Peter O. Gonzalez-Cruz, Juan Ramon Guerrero, Luis Vielma, Alejandro Barrios Martinez.
Seconda fila da SX: Anthony Luis Laureano Disla, Javier Jorge-Reyes, Jason Benjamin Josaphat, Jean Carlos Mendez Perez, Enrique L. Rios, Luis Daniel Wilson-Leon, Shane Evan Tomlinson, Miguel Angel Honorato, Brenda Lee Marquez McCool, Yilmary Rodriguez Solivan.
Terza fila da SX: Rodolfo Ayala, Frankie Hernandez, Jonathan Camuy, Angel Luis Candelario-Padro, Mercedez Marisol Flores, Juan Chavez Martinez, Darryl R. Burt II, Jerald Arthur Wright,
Tevin Eugene Crosby, Luis Daniel Conde.
Quarta fila da SX: Christopher Leinonen, Martin Benitez Torres, Omar Capo, Leroy Valentin Fernandez, Deonka Deidra Drayton, Jimmy De Jesús, Christopher Sanfeliz, Jean Carlos Nieves Rodriguez, Oscar Aracena, Juan Rivera Velazquez.
Quinta fila da SX: Gilberto Ramon Silva Menendez, Akyra Murray, Joel Rayon Paniagua, Simon Carrillo, Paul Terrell Henry, Cory James Connell, Antonio Davon Brown, Xavier Emmanuel Serrano Rosado, Geraldo Ortiz-Jimenez.

La mass shooting peggiore della storia degli States è opera di Omar Seddique Mateen, cittadino americano figlio di rifugiati afghani, e sarebbe di matrice jihadista. Nato a New York nel 1986 e residente della città Port St.Lucie, in Florida, è anche iscritto al Partito democratico e iscritto nella lista nera dei simpatizzanti dell’Isis dall’Fbi, che indagò su di lui due volte, per possibili legami con il terrorismo. “Le indagini, però, non proseguirono”, ha detto in una conferenza stampa Ronald Hopper, un agente speciale dell’Fbi. Mateen fu interrogato due volte nel 2013 e nel 2014. È lui il killer della strage del Pulse locale gay di Orlando fra i più frequentati di tutta lo Stato, dove è entrato alle due di notte (otto in Italia) e ha ucciso 50 persone, ferendone 53. Nella serata del giorno successivo all’attacco è arrivata la rivendicazione dell’Isis: “È uno dei nostri”, hanno fatto sapere attraverso Amaq, l’agenzia di stampa del Califfato. “L’attacco è stato effettuato da un combattente dell’Isis”, si legge nel messaggio rilasciato all’agenzia di stampa. Non è chiaro, tuttavia, che contributo in termini di pianificazione e organizzazione abbia avuto il Daesh nell’attacco, sferrato con armi da fuoco acquistate legalmente negli ultimi giorni, a quanto si apprende: una pistola e un fucile. Lo riferisce la polizia di Orlando che cita l’Atf (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives).

Secondo il Washington Post Seddique Mateen, padre del killer, supporterebbe i talebani afghani. Decine di video sono pubblicati su un canale di Youtube sotto il nome di Seddique Mateen: in uno di questi, l’uomo “esprime gratitudine ai talebani afghani”, che chiama “i nostri fratelli guerrieri” denunciando invece il governo pakistano.

“Questo è un giorno straziante, i nostri cuori sono spezzati oggi”, ha detto il presidente Usa, Barack Obama, in una brevissima conferenza stampa. Un attacco a qualsiasi americano è un “attacco a tutti gli americani”. Obama ha subito sottolineato il problema delle disponibilità di armi negli Stati Uniti, la battaglia che non è riuscito a portare fino in fondo, e ha ribadito che gli Stati Uniti non si arrenderanno all’odio e al terrorismo, che “non ci cambierà”. Il candidato repubblicano Donald Trump, è arrivato a chiedere le dimissioni del presidente, colpevole di essere troppo “politically correct”. Obama, afferma Trump, non ha usato le parole “Islam radicale” nella dichiarazione. “I nostri leader sono deboli, ho detto che sarebbe successo, e può solo peggiorare. Sto cercando di salvare vite e prevenire il prossimo attacco terroristico. Non possiamo permetterci di essere più politicamente corretto”.

I contorni del massacro, però, sono ancora da chiarire. Per la polizia si tratta di “un atto terroristico” e l’Fbi – che non conferma l’ipotesi degli agenti – indaga sulla pista dell’estremismo islamico. Stessa posizione del governatore dello stato Usa Rick Scott: “E’ certamente un atto di terrorismo”. A conferma del movente terroristico, secondo quanto riferito da Nbc News, il killer ha telefonato al 911 dicendo all’operatore di voler giurare fedeltà al leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Poi ha compiuto il massacro. Ma per il padre all’origine della tragedia ci sarebbe stato un bacio tra due omosessuali. “Il movente religioso non c’entra nulla – ha detto Mir Seddique – ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato. Siamo scioccati come il resto dell’America”. Quel che è certo è che si tratta della più grande strage di massa nella storia degli Stati Uniti, primato fino a oggi detenuto dal massacro del 2007 al Virginia Polytechnic Institute in cui sono morte 32 persone.

Il 29enne aveva con sé anche una pistola e un ordigno che è stato poi fatto brillare dalla polizia. Prima di iniziare a sparare all’impazzata all’interno del Pulse, Mateen ha avuto uno scontro a fuoco con un agente fuori dalla discoteca. Poi si è barricato dentro al club, dove c’erano almeno cento persone, e ha tenuto in ostaggio chi non è riuscito a fuggire. Dopo alcune ore la polizia lo ha colpito e ucciso, mentre le ambulanze continuavano a portare fuori dal locale i feriti, caricati anche sulle auto della polizia perché i mezzi di soccorso non erano abbastanza. I morti, invece, sono rimasti dentro alla discoteca. Oltre a un “atto terroristico”, quello di Mateen è connotato anche come hate crime (crimine d’odio), perché che il target scelto è un luogo frequentato da omosessuali.

Rita Katz, direttrice del Site – il sito di monitoraggio delle attività di estremismo islamico in Rete – scrive che i jihadisti stanno celebrando sul web la sparatoria di Orlando come “il miglior regalo per il Ramadan“. “Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso”, scrivono. Tuttavia, riferisce la stessa Katz, non ci sono al momento rivendicazioni della strage. Eppure, secondo il Daily Beast che cita fonti di polizia, l’uomo “divenne di interesse delle autorità nel 2013 e poi nuovamente nel 2014. Ad un certo punto, l’Fbi aprì anche un’inchiesta su di lui, ma poi chiuse la pratica quando non comparve nulla che suggerisse il proseguimento delle indagini”. Per Adam Schiff, senatore membro della commissione Intelligence, “l’assassino avrebbe inneggiato allo Stato islamico e pregato in “lingua straniera” durante la presa degli ostaggi al locale notturno”. Ha parlato anche l’ex moglie del puri omicida sostenendo che Mateen fosse “violento e instabile”, ma anche di non avere mai avuto sensazione che potesse essere stato influenzato dall’Islam radicale.

Omar Mateen, il killer di Orlando, aveva tendenze omosessuali. Lo scrive il New York Post citando un’intervista che l’ex moglie Sitora Yusufiy ha rilasciato ad una tv brasiliana. Secondo la donna, sposata con il killer di Orlando per quattro mesi nel 2009, una volta il padre, Seddique Mateen, lo ha persino chiamato gay davanti a lei. La rivelazione segue quella di un compagno di scuola di Mateen, il quale sostiene che una volta gli ha chiesto di uscire. Nel corso delle indagini e’ emerso che il killer era frequentatore abituale del ‘Pulse’, il club dove sabato notte ha sparato uccidendo 49 persone.

Intanto l’Alto Commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein ha esortato oggi gli Stati Uniti ad adottare serie misure per il controllo delle armi: sulla scia della strage di Orlando in una discoteca gay in Florida, Zeid ha chiesto agli Usa di rispettare l’obbligo di proteggere i propri cittadini da “attacchi violenti spaventosamente banali ma prevenibili e che risultano direttamente da un insufficiente controllo delle armi”.

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