Solo Rimini, Cagliari, Salerno e Cosenza al I° turno. Solo il Pd sempre al ballottaggio (Napoli a parte)

Solo Rimini, Cagliari, Salerno e Cosenza al I° turno. Solo il Pd sempre al ballottaggio (Napoli a parte)
Massimo Zedda e Vincenzo Napoli
Massimo Zedda e Vincenzo Napoli

Non c’è nessuno che può gridare vittoria su tutti i fronti. Anzi, in questo sistema tripolare il voto non è per niente omogeneo. Con poche eccezioni tutte le città capoluogo vanno al ballottaggio. Le eccezioni sono Cagliari, Salerno e Rimini dove vince il centrosinistra con i sindaci uscenti, il centrodestra a Cosenza dove il sindaco uscente sui riconferma dopo essere stato commisariato per una vicenda giudiziaria e una lista civica a Villacidro. In particolare massina visibilità a Massimo Zedda che è riuscito, diversamente che nel resto d’Italia a tenere assieme il centrosinistra. Tutti assieme dal Pd a Sel, dal Psi a Rosso Mori. Non solo attrae anche il Partito Sardo d’Azione, storico alleato della destra e Prc, che ormai sono dieci anni che fugge sia a livello nazionale, che a livello locale ogni alleanza col Pd.

Il partito Democratico è al ballottaggio ovunque, meno che a Napoli dove Valeria Valente è arrivata terza. Il Pd è in testa a Bologna, Brindisi, Carbonia, Caserta, Crotone, Olbia, Ravenna Savona e Torino e in altre località comunque cercarà di giocarsela tra due settimane. A Torino e Bologna e un pò sotto le apsettative, dove si pronosticava un passaggio al primo turno. A Milano, invece si pensava al ballottaggio, ma con una distanza nettamente superiore a quella che effettivamente c’è stata col candidato di centrodestra. Giuseppe Sala pur ottenendo il 42% ha pagato un cnetrodestra insolitamente unito. Inutile dire che ormai il centrosinistra si identifica con Pd visto che gli alleati sono ormai inesistenti.

Il centrodestra è balcanizzato e la divisione a Roma è la cartina al tornasole dell’autogol che avrebbero potuto evitare se fossero restati uniti. Forza Italia poi è del tutto sparita e in tutte le città del nord perde la sfida con la Lega Nord. Unica eccezione è stata Milano dove Forza Italia raggiunge il 20% e doppia la Lega (nel resto d’Italia non va oltre l’8%). Il centodestra va al ballottaggio a Bologna (candidata leghista) e a Milano, Trieste e Napoli. Fratelli d’Italia è inesistente, ma bisogna sottolineare il buon risultato a Roma, ottenuto però più grazie a un successo personale di Giorgia Meloni, che per i consensi del partito. Infine, c’è da dire che la Lega No0rd ha fallito per il secondo anno consecutivo lo sbarco al sud. Noi con Salvini è inesistente.

Il movimento 5 Stelle non è poi così eclatante come sembra. Bella affermazione a Torino e a Roma, certo; ma dietro queste due città il nulla o quasi. Su 1.342 comuni al voto il M5s si è presentato solo in 252, ha vinto in appena 4 (piccoli), andrà al ballottaggio in 17 città medie e in 3 capoluoghi su 25 (anche Carbonia). Un po’ pochino per dire che è un “risultato storico”.

Non parliamo poi di tutto quello che c’è al sinistra del Pd. Niente. Il fatto che la minoranza del Pd non l’ha ancora capito. E nemmeno Stefano Fassina che magnifica il suo 4% a Roma (quinto classificato). Fra due settimane avranno un’altra possibilità di redimersi. Ma sicuramente la scioperanno!

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