Brasile, impeachment Rousseff diventa attivo

Brasile, impeachment Rousseff. Sospensione diventa attiva

Brasile, impeachment Rousseff diventa attivo
Dilma Rousseff

Il Senato brasiliano ha votato a favore dell’impeachment di Dilma Rousseff, 55 voti contro 22. Rousseff è sospesa dalla carica per 180 giorni, termine entro il quale il Senato dovrà esprimere un verdetto definitivo a maggioranza dei due terzi dell’assemblea, ovvero 54 senatori. Soglia già raggiunta e superata nel voto odierno. Questo vuol dire che sarà difficilissimo per Dilma recuperare uno svantaggio così ampio e tutto lascia credere che la sua carriera politica termini qui. E con lei, prima donna presidente del Brasile, è al tramonto dopo 13 anni anche la leadership del Partito dei Lavoratori nella più grande nazione dell’America latina, iniziata con l’elezione di Inacio Lula De Silva.

Durante la sospensione Rousseff manterrà prerogative presidenziali come l’uso della residenza ufficiale (anche se, in previsione della decisione dei senatori, i suoi collaboratori avevano iniziato a trasferire i suoi oggetti privati dal palazzo del Planalto, sede del governo, alla residenza privata di palazzo dell’Alvorada), la sicurezza personale, l’assistenza sanitaria, il trasporto aereo e terrestre, lo stipendio, la squadra di servizio del gabinetto personale della presidenza.

Ma intanto a Rousseff subentra ad interim il vice presidente Michel Temer, leader del Pmdb e suo ex alleato di governo. In caso di definitiva destituzione di Rousseff e se non si andrà a elezioni anticipate, Temer completerà il mandato presidenziale il 1 gennaio 2019. Il consigliere economico del presidente ad interim, Wellington Moreira Franco, ha dichiarato che nel corso della giornata Temer terrà un discorso in cui annuncerà “misure per due obiettivi: riequilibrare i conti e alimentare una crescita economica in grado di generare nuovi posti di lavoro”.

Il Partito dei Lavoratori annuncia ostruzionismo a qualsiasi progetto di legge del “traditore”. Mentre Dilma, sciolto il suo governo firmando il suo ultimo decreto presidenziale, commenta il voto del Senato su Facebook: “E’ golpe”. Poi cita il ministro José Eduardo Cardozo dell’avvocatura generale: “Senza riuscire a definire il crimine commesso, il Senato federale ha deciso di allontanare la presidentessa Dilma e di proseguire con l’impeachment. Si stanno usando pretesti legali per sollevare dal potere una presidente legittimamente eletta in un’ingiustizia storica”.

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