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Altro Patto per il Sud per Renzi. Calabria, Reggio Calabria, Catania e Palermo.

Altro Patto per il Sud per Renzi. Calabria, Reggio Calabria, Catania e Palermo.

Enzo Bianco e Matteo Renzi

Matteo Renzi è arrivato a Reggio Calabria, dove ha sottoscritto il“Patto per la Calabria” ed il “Patto per la Città metropolitana di Reggio Calabria”, insieme al presidente della Regione, Mario Oliverio, ed al sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà.  Un appuntamento importante per la città: la nuova prestigiosa struttura, infatti, oltre ai famosi Bronzi di Riace ospita una preziosa collezione di reperti, dal paleolitico all’età magnogreca, importante per rilanciare un comparto turistico per un decennio privato dei suoi principali gioielli, comprese le due famose statue.  “La raccolta di Reggio possiede altre importantissime sculture in bronzo, come le due teste del V secolo avanti Cristo ritrovate a Porticello, nello Stretto di Messina. E una quantità di sculture in marmo e terracotta d’altissimo valore, tutte provenienti dalla Calabria, fra cui le pinakes, “tavolette” votive dell’antica Locri, di qualità stilistica straordinaria”, dice un archeologo autorevole, come Salvatore Settis che definisce il museo archeologico “uno dei più importanti sulla Magna Grecia”. E non è un caso se all’appuntamento ha voluto essere presente anche il primo ministro Matteo Renzi. “Adesso, però, bisogna correre – ha detto il premier – non è possibile che questa struttura sia sotto i 200 mila visitatori all’anno”.  Ed è stato proprio Renzi accompagnato dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, il primo visitatore ad avere la possibilità di ammirare la collezione e l’edificio che la ospita: una struttura che fonde insieme “l’archeologia, il paesaggio, la tecnologia più avanzata” ha detto uno dei progettisti, Paolo Desideri, architetto e fondatore dello studio ABDR (Arlotti, Beccu, Desideri, Raimondo).

 Ma l’appuntamento più atteso per oggi era la firma del patto per la città metropolitana che ha consegnato al sindaco Giuseppe Falcomatà un assegno da 132milioni di euro per lo sviluppo infrastrutturale dell’area. Ossigeno per la prima amministrazione seguita al commissariamento per mafia, che fin dall’inizio del mandato ha dovuto fare i conti con il pesantissimo piano di rientro concordato per evitare il default.  “Serve la determinazione e il coraggio di un’Italia che dice sì e che sa provarci”, ha detto il premier Matteo Renzi, durante la cerimonia di apertura del nuovo museo che definito “un simbolo” di un Paese che chiude tutti i cantieri aperti, termina le opere e riparte. “C’è ancora molto da fare – ha aggiunto il premier – in 9 anni ci sono state molte difficoltà e problemi e se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto, di occasioni perse ne abbiamo a bizzeffe. Chi si lamenta spesso ha ragione, ma questo ragionamento non serve, serve solo per evitare gli errori del passato. Al direttore, scelto con una competizione internazionale, dico festa oggi, ma da domani correre di più, perché non è possibile che questo museo abbia 200mila visitatori l’anno”.

“Il museo di Reggio Calabria – ha aggiunto il ministro Franceschini – ha espresso una volontà di cambiamento. La sfida è quella di attirare ancora di più i turisti internazionali. Investire in cultura significa vincere una sfida non solo per il sud ma per tutto il Paese”.  E nel suo intervento, Renzi ha toccato nuovamente il tema del ponte sullo Stretto. “Sicuramente è alla nostra attenzione – ha detto – ma prima ci sono da completare opere più importanti come la Salerno-Reggio Calabria e la situazione relativa ai collegamenti, per esempio l’alta velocità Napoli-Palermo. Solo dopo – ha concluso Renzi – si potrà parlare del ponte sullo Stretto”. E il passo ulteriore, ha sottolineato è la banda larga.

Renzi e Bianco firmano il patto per la città. Le note della Norma suonate dall’orchestra del teatro Massimo Bellini aprono la kermesse. “E’ un giorno molto importante per la mia citta, per la Sicilia e per il Sud”, dice Bianco prima di illustrare i punti salienti del patto da 740 milioni di euro spendibili fino al 2020. Una vagonata di euro da utilizzare per mettere a punto una serie di interventi che spaziano dal porto e alla metanizzazione del quartiere Cibali, dalla realizzazione della superstrada Catania-Etna al completamento dell’impianto di depurazione passando dalla messa in sicurezza di canali. Tra le opere da realizzare ci sono anche la rifunzionalizzazione della rete museale, il PalaNesima, la zona industriale, il teatro Moncada di Librino, gli orti sociali urbani, svariati interventi di messa in sicurezza per le scuole del valore di undici milioni di euro, il completamento strutture verdi a Librino. Gli interventi saranno verificati con cadenza semestrale. “Questo patto è un’iniezione di fiducia”, dice Enzo Bianco pur non nascondendo la “buia crisi” che ha attanagliato la citta etnea. Bianco elogia a più riprese, e tra gli applausi della platea, i risultati del governo nazionale e soprattutto la ritrovata attenzione nei confronti del meridione suonando la carica alla classe dirigente del Sud chiamata a fare la propria parte. Bianco infine spiana la strada al discorso del premier ricordando le criticità maggiori per lo sviluppo del meridione: infrastrutture, costo dell’energia e difficoltà di accesso al credito.

Dopo la tappa siciliana di Catania il presidente del consiglio Matteo Renzi ha inaugura la riapertura di una corsia del viadotto Himera sull’autostrada Catania-Palermo, in direzione del capoluogo siciliano. “Finisce l’emergenza perchè di emergenza non si può andare avanti. Abbiamo salvato questo viadotto dalla demolizione evitando costi aggiuntivi. E avviamo la ricostruzione del viadotto che e’ stato abbattuto” sono le parole del presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani, in occasione della riapertura al traffico della carreggiata in direzione Palermo del viadotto Himera, sull’autostrada A19 Palermo-Catania, chiusa un anno fa in seguito al cedimento del tratto in direzione Catania.

Infine, il premier si è recato a Palermo,  presso l’ex deposito tram di Roccella, per firmare il‘Patto per il Sud’ con il sindaco Leoluca Orlando. “L’Italia ha bisogno di Palermo e della Sicilia, perché il paese non riparte se non si rilancia il Mezzogiorno” ha detto il presidente del Consiglio. “È un accordo che fissa obiettivi precisi e prevede anche tempi precisi. Un modo per responsabilizzare la politica, ma anche per restituire al mezzogiorno il ruolo che gli spetta”. “Costi quel che costi – assicura il premier – da qui ai prossimi due anni faremo ripartire il Mezzogiorno”. Renzi poi parla anche di lotta alla mafia: “Assieme al mio partito oggi ho portato un fiore nel luogo in cui Pio La Torre è stato ucciso. È un modo per dire a nome di tutti che la lotta contro criminalità, mafia e tutte le forme di illegalità è una priorità che deve unire tutti gli italiani. Nel ricordo dei martiri c’è un seme, i loro sogni camminano sulle nostre gambe”.

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