Europa

Serbia: centrodestra vince elezioni. Socialisti si confermano. Filorussi (estrema destra) torna in parlamento

Serbia: centrodestra vince elezioni. Socialisti si confermano. Filorussi (estrema destra) torna in parlamento

Aleksandar Vucic

Il primo ministro serbo Aleksandar Vucic, conservatore-europeista, ha stravinto le elezioni anticipate. Il Partito del Progresso (Sns) di Vucic ha ottenuto il 67,09 per cento dei voti, aggiudicandosi la maggioranza assoluta in Parlamento. Il risultato consegna nelle mani di Vucic il mandato dei serbi a proseguire sulla strada dell’ingresso nell’Unione europea, seppur con una forte zavorra, quella destra radicale russofila e anti-Ue che, dopo otto anni di esilio politico, torna in Parlamento, enza tuttavia fare l’exploit temuto, perché il Partito socialista (Sps) del ministro degli esteri Ivica Dacic si conferma seconda forza nel Paese (9,61).

«La Serbia continuerà il suo percorso europeo e cercheremo di accelerarlo», ha detto ai sostenitori il premier serbo, da sempre convinto che la priorità del Paese sia l’ingresso nell’Unione Europea. Vucic ha parlato di «vittoria storica».

Vucic aveva convocato le elezioni con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, per ottenere un pieno mandato per i prossimi 4 anni allo scopo di avviare una serie di riforme e trattare l’adesione della Serbia all’Unione Europea.

Il premier, negli ultimi appelli agli elettori, aveva promesso di proseguire e accelerare il cammino europeo della Serbia respingendo ogni tipo di compromesso con le forze estremiste e anti-Ue. Sul fronte opposto il leader ultranazionalista V ojislav Šešelj aveva invitato a fare del voto un referendum per scegliere tra una «Ue ostile e contraria agli interessi della Serbia e una sempre più stretta alleanza con la Russia».

Il leader ultranazionalista Vojislav Šešelj si è detto deluso dal risultato conseguito dal suo Partito radicale serbo (Srs). In parlamento ci entra con l’8,61%. «Sono deluso, ci aspettavamo di più – ha detto -. Ma continueremo la nostra lotta, ora anche in parlamento», ha aggiunto. Šešelj è ostile all’obiettivo di integrazione europea della Serbia e propugna al contrario un sempre maggiore avvicinamento del Paese alla Russia.

Gli osservatori tuttavia prevedono problemi per il governo Vucic in parlamento dopo l’entrata dei deputati di Šešelj. «La situazione nel Paese è molto difficile e forse fra due anni si andrà di nuovo a elezioni anticipate», ha affermato il leader ultranazionalista che di recente è stato assolto al tribunale dell’Aja dalle accuse di crimini di Guerra . Šešelj fu uno stretto collaboratore dell’ex presidente serbo Slobodan Milosevic, ritenuto responsabile delle le operazioni di pulizia etnica in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo negli anni del conflitto jugoslavo

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