Cronaca

Omicidio Varani: Prato ricorre al riesame, Foffo no

Omicidio Varani: Prato ricorre al riesame, Foffo no

Manuel Foffo e Marco Prato

Marco Prato, il trentenne in carcere con Manuel Foffo per l’omicidio di Luca Varani avvenuto in un appartamento del Collatino una settimana fa durante un festino a base di cocaina e alcol, ha deciso di fare ricorso al tribunale del riesame. L’istanza, presentata oggi dall’avvocato Pasquale Bartolo, è più che altro finalizzata a conoscere gli atti dell’indagine, “atti che al momento leggiamo sui giornali e di cui non abbiamo disponibilità”.

Non farà ricorso al riesame Manuel Foffo, salvo cambi di strategia difensiva dell’ultima ora. “In accordo con la famiglia – fa sapere l’avvocato Michele Andreano – abbiamo deciso questo tipo di linea. Il ragazzo è molto provato di quanto accaduto”.

Intanto le indagini vanno avanti. In settimana saranno sentiti i genitori di Prato e i suoi familiari. Alla madre di Foffo tocca domani, martedì 15 marzo. A lei si è rivolto il figlio il giorno del massacro, lo scorso 4 marzo: “Sono sceso al piano di sotto – ha raccontato Foffo agli inquirenti – da mia madre e le ho chiesto stracci e sapone. Lei, però, non sapeva a cosa mi servissero”. Con tutta probabilità per pulire quella scena del crimine che nelle prossime ore sarà affidata al Ris.

Sulla porta di quell’appartamento in via Igino Giordani, quegli 80 metri quadratidove Luca Varani è stato massacrato per due ore con 30 colpi tra coltellate e martellate, adesso sono ancora affissi i sigilli dei carabinieri. I due arrestati continuano a fornire le proprie versioni dell’omicidio durante gli interrogatori. Secondo Foffo, poche ore prima di drogare e accanirsi sulla vittima, Pratoavrebbe narcotizzato un altro dei tanti giovani passati per la casa del Collatino. E poi durante una confessione choc avrebbe ammesso il suo rancore nei confronti del padre: “Volevo ucciderlo e forse ho combinato tutto questo per vendicarmi di lui”.

Gli investigatori sperano di riconsegnare entro la fine della prossima settimana la salma di Varani ai genitori. Mentre i carabinieri stanno cercando di capire se la ragazza che si è presentata ed è già stata ascoltata sia veramente quella con cui Varani è stata vista parlare sul treno Roma-Viterbo prima di raggiungere casa. Ancora sconvolta Marina Sambiagio, docente di filosofia di Prato, ora in pensione del liceo Giulio Cesare di Roma, che ha descritto il ragazzo “estroso, ma anche molto fragile e incostante. Amava la filosofia, per questo era molto legato a me. Da insegnante mi stimolava e al tempo stesso sentivo il desiderio di aiutarlo”.

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