Ambiente

Accordo sul clima Cop 21

Accordo sul clima Cop 21

Accordo sul clima Cop 21

Via libera all’accordo sul clima dai delegati dei 195 Paesi più la Ue che a Parigi hanno partecipato alla XXI conferenza internazionale dell’Onu sui cambiamenti climatici. L’approvazione è stata ampiamente celebrata dal presidente della Conferenza, Laurent Fabius, e dai rappresentanti Onu, con calorosi abbracci sul palco. Per sancirla, ha commentato Fabius, “devo battere con il martello, è un piccolo martello ma penso che possa fare molto”. L’accordo comunque è su via volontaria e non c’è alcuna penale,ne disposizione di alcun tipo per chi non rispetta gli accordi e quindi per l’ennesima volta è un accordo che non cambierà nulla. In ogni caso qui sotto ho fatto un sunto dei punti salienti dell’accordo.

RISCALDAMENTO GLOBALE – L’articolo 2 dell’accordo fissa l’obiettivo di restare “ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali”, con l’impegno a “portare avanti sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi”.

OBIETTIVO A LUNGO TERMINE SULLE EMISSIONI – L’articolo 3 prevede che i Paesi “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile”, e proseguano “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equilibrio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di gas serra nella seconda metà di questo secolo”.

IMPEGNI NAZIONALI E REVISIONE – In base all’articolo 4, tutti i Paesi “dovranno preparare, comunicare e mantenere” degli impegni definiti a livello nazionale, con revisioni regolari che “rappresentino un progresso” rispetto agli impegni precedenti e “riflettano ambizioni più elevate possibile”. I paragrafi 23 e 24 della decisione sollecitano i Paesi che hanno presentato impegni al 2025 “a comunicare entro il 2020 un nuovo impegno, e a farlo poi regolarmente ogni 5 anni”, e chiedono a quelli che già hanno un impegno al 2030 di “comunicarlo o aggiornarlo entro il 2020”. La prima verifica dell’applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali

LOSS AND DAMAGE – L’accordo prevede un articolo specifico, l’8, dedicato ai fondi destinati ai Paesi vulnerabili per affrontare i cambiamenti irreversibili a cui non è possibile adattarsi, basato sul meccanismo sottoscritto durante la Cop 19, a Varsavia, che “potrebbe essere ampliato o rafforzato”. Il testo “riconosce l’importanza” di interventi per “incrementare la comprensione, l’azione e il supporto”, ma non può essere usato, precisa il paragrafo 115 della decisione, come “base per alcuna responsabilità giuridica o compensazione”

FINANZIAMENTI – L’articolo 9 chiede ai Paesi sviluppati di “fornire risorse finanziarie per assistere” quelli in via di sviluppo, “in continuazione dei loro obblighi attuali”. Più in dettaglio, il paragrafo 115 della decisione “sollecita fortemente” questi Paesi a stabilire “una roadmap concreta per raggiungere l’obiettivo di fornire insieme 100 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020”, con l’impegno ad aumentare “in modo significativo i fondi per l’adattamento” *

TRASPARENZA
– L’articolo 13 stabilisce che, per “creare una fiducia reciproca” e “promuovere l’implementazione” è stabilito “un sistema di trasparenza ampliato, con elementi di flessibilità che tengano conto delle diverse capacità”.

9 risposte »

  1. Assurdo l’aumento contenuto. E’ come se avessi la febbre a 37.5 e si fa di tutto per farla aumentare massimo fino a 39. Allora vuol dire che cercherai di peggiorarmi?
    Assurdo l’articolo 3. E’ pazzesco! E’ come se prendi 1.000 euro al mese, ti aumentano lo stipendio a 1.500 euro e poi gradualmente te lo diminuiscono. Ma lo stipendio deve diminuire già da ora! E poi accetteresti un contratto del genere? Ma manco per idea! E vuoi che lo accettino loro? Vuoi che loro accettino un livello di inquinamento inferiore, un livello di produzione sempre inferiore, un tenore di vita sempre peggiore? Ma manco per idea! Più inquini, più ci guadagni. Manco pensando ci stanno a fare una cosa del genere.
    Anche l’articolo 4: le soluzioni devono essere, in questo caso, “imposte” dall’alto, NON a livello nazionale, altrimenti non si combina nulla, non serve a nulla.
    Loss and damage non l’ho capito.
    Finanziamenti? Ni… Ha i suoi pro e i suoi contro. Non saprei dire.
    Infine, sul fatto che non ci sia alcuna penale, né disposizione di alcun tipo per chi non rispetta gli accordi, questo dimostra ancora una volta l’inutilità di questo “accordo”, che suona come l’accordo di una chitarra vecchia e scordata.
    Come ho detto nel mio post, è stata solo una spuntinata, una “radunata” tra ricconi. Ma in che mani siamo?

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