Centrosinistra

Gruppi unici per Sel ed ex Pd

Gruppi unici per Sel ed ex Pd

Gruppi unici per Sel ed ex Pd

Non vogliono essere chiamati la «nuova cosa rossa», ma già a partire dalle prossime elezioni amministrative Sel ed ex pd correranno insieme. Fin da subito si faranno gruppi parlamentari comuni. I parlamentari che hanno detto addio al Pd (Stefano Fassina, Monica Gregori, Corradino Mineo, Alfredo D’Attorre, Vincenzo Folino e Carlo Galli descrivono così in un documento il nuovo soggetto che verrà battezzato sabato al Teatro Quirino di Roma.

«Una nuova forza: larga, accogliente, aperta, in grado di dare rappresentanza a un vasto elettorato di centrosinistra oggi privo di riferimenti. Una forza che recuperi una radice ulivista, nel senso della pluralità delle culture politiche che devono alimentarla, a partire da quella del cattolicesimo democratico e sociale, e della determinazione a misurarsi con la sfida del governo. Tutt’altro rispetto a una “Cosa rossa” settaria, protestataria e di testimonianza, che farebbe esattamente il gioco del Partito della Nazione renziano». L’obiettivo è, all’inizio del prossimo anno, la celebrazione di un congresso in modo da essere pronti alle prossime elezioni amministrative a presentare i propri candidati. Per Roma si fa già il nome di Stefano Fassina, per Torino di Giorgio Airaudo, per Milano di Pippo Civati.

«La decisione di Civati di mantenere per qualche mese un percorso autonomo rispetto al nostro va rispettata, ma sono convinto che i nostri percorsi si riunificheranno», ha spiegato D’Attorre in conferenza stampa alla Camera. Per tutti il Pd è stato ridotto da Matteo Renzi ad «un’appendice inerte del leader: comitato elettorale e ufficio stampa». Alleanze con il Pd? Sui territori, si legge nel documento, «il nuovo soggetto deve provare a riaprire una prospettiva progressista e di centrosinistra in tutti i luoghi in cui è concretamente possibile». Le farà invece «in chiara alternativa al Pd nei Comuni in cui il progetto renziano di un riposizionamento verso il centrodestra viene accettato e praticato». Ma Civati smentisce e insieme agli ex M5S si dice sicuro di consolidare la sua “Possibile”, anche perchè mentre i primi non disdegnano rapporti con il Pd laddove nei governi locali lo ritengano utile; quest’ultimo ha dichiarato guerra totale al suo ex partito.

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