Elezioni Catalogna: rivincono gli indipendentisti

Elezioni Catalogna: rivincono gli indipendentisti

Elezioni Catalogna: rivincono gli indipendentisti
Elezioni Catalogna: rivincono gli indipendentisti

L’incubo di una secessione della Catalogna si fa più minaccioso stasera per Madrid dopo le elezioni regionali catalane i partiti indipendentisti mettono a segno una vittoria a metà, un quasi trionfo che fa dire a Artur Mas che “ha vinto il sì all’indipendenza”, anche se la maggioranza (scarna) dei catalani ha preferito votare partiti anti-secessione.

Il fronte pro-indipendenza (Junts pel Sì + Cup) ottiene una netta maggioranza di seggi, 72 su 135 (maggioranza 68) ma arriva solo al 47,8% dei voti, non ottenendo quindi quella maggioranza assoluta che sarebbe valsa la legittimità politica completa, quasi un’investitura plebiscitaria, per chiedere la secessione da Madrid.

Mas, che ha trasformato queste regionali anticipate in un plebiscito sull’indipendenza in un muro contro muro con Madrid, intende avviare la ‘disconnessione’ della Catalogna dalla Spagna con l’obiettivo di arrivare alla secessione – malgrado la durissima opposizione del governo centrale – entro il 2017. I 5,5 milioni di elettori catalani si sono mobilitati in massa, trascinati dalla consapevolezza dell’importanza storica della consultazione, la più importante per la Spagna dalla fine del franchismo secondo la stampa di Madrid e di Barcellona.

Il fronte indipendentista puntava infatti alla doppia maggioranza, di seggi e di voti, per poter sostenere che la maggioranza dei catalani voleva dire addio alla Spagna unita. Ma questo non ferma al momento Artur Mas che, spinto dal risultato che è comunque più che positivo, commenta a caldo: “Nelle prossime settimane metteremo le basi per l’indipendenza dalla Spagna”. E ancora: “Non cederemo: abbiamo vinto con quasi tutto contro, e questo ci dà una forza enorme e una grande legittimità per portare avanti questo progetto. Stiamo scrivendo la pagina più gloriosa della storia della Catalogna”.

Ciudadanos si attesta come seconda lista e scalza i due partiti ‘classici’ della politica spagnola, che ottengono percentuali basse, peggiori anche del voto del 2012. Il Partito socialista (Psc-Psoe) è sotto il 13%, e perde due punti in tre anni; il Partito popolare (Pp) di Mariano Rajoy, al governo a Madrid e maggioranza assoluta alla Camera, non tocca il 9%, perdendo quasi 5 punti. A votare in maniera nettamente contraria alle ipotesi indipendentiste è stata soprattutto la provincia di Barcellona, dove JxSì si ferma intorno al 36%, contro il 41 di Tarragona e oltre il 50 sia a Girona che a Lleida.

Da sottolineare inoltre gli equilibri nella nuova coalizione indipendentista: la nuova sigla politica Junts pel sì, composta da Convergencia Democrática de Cataluña e Esquerra Republicana de Catalunya, correvano divise nel 2012. Tre anni fa Cdc era al voto con Unió Democràtica de Catalunya, che oggi è andata da sola (2,5%). Queste tre sigle, sommate, hanno perso poco più di 2 punti percentuali in tre anni, mentre a guadagnare nettamente è stato proprio il Cup, che ha più che raddoppiato i consensi, da 3,4% a 8,2%. Il Cup ora dovrà negoziare con Mas la formazione di un governo indipendentista, e potrà farlo con più forza.

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