Centrosinistra

All’interno del Pd

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Correnti Pd

Arriva Renzi, vince primarie, congresso e, infine, scalza Letta dal governo, dopo aver scalzato Bersani dal partito. Tutto, o quasi tutto, si rimescola. I renziani passano saldamente in maggioranza e conquistano, territorio dopo territorio, tutte le periferie, comprese le ex regioni rosse (Emilia con Bonaccini) tranne la Toscana. La minoranza si frantuma. I lettiani, per quanto pochi, passano di fatto all’opposizione (Boccia, non De Micheli), i Giovani Turchi (Orfini, Verducci, Orlando) dall’opposizione a Renzi (sostenevano Gianni Cuperlo, per la segreteria) passano in maggioranza, sfilandosi dal fronte delle opposizioni interne e arrivando a creare un asse con i renziani (Serracchiani su tutti). Il ruolo di Civati cresce, più mediaticamente che in quanto a numeri, contando su pochi parlamentari (Mineo, Casson, Ricchiuti al Senato, mentre Vannino Chiti fa storia a sé). L’area della minoranza, un tempo tutta imperniata intorno a Bersani, si frantuma. I dalemiani si arroccano in posizione di sdegnosa retroguardia o passano al ‘nemico’ (Amendola). Cuperlo rompe coi bersaniani e fonda Sinistra dem: ha un posto in segreteria (De Maria) ma scarso seguito (Pollastrini e altri), eppure è tra i più coriacei nell’opposizione a Renzi. Area riformista, il grosso della minoranza dem di derivazione bersaniana, si divide tra i più dialoganti, vicini al capogruppo alla Camera Roberto Speranza, e i ‘duri’, i bersaniani di lotta D’Attorre, De Giorgis, Gotor mentre Stefano Fassina gioca sempre più un ruolo autonomo: contro Renzi su tutto ma da solo.

In posizione mediana, in una sorta di zona ‘cuscinetto’, smilitarizzata o Onu, tra renziani e antirenziani, sono nati quelli di ‘Carta 23 giugno’ (dal giorno del discorso di Napolitano alle Camere all’atto della seconda rielezione) che, capitanati dalla fiorentina (ex cuperliana) Elisa Simoni, raccolgono pezzi di ex Area dem (Garofani, vicino a Mattarella), ex lettiani (Sanna), ex bersaniani, renziani di seconda fascia in cerca di migliore collocazione. Infatti, nel frattempo, iniziano a distinguersi in diverse nuances anche gli stessi renziani, all’inizio divisi solo per provenienza territoriale e per essere ritenuti di ‘prima fascia’ (partecipanti a tutte le varie Leopolde) o di ‘seconda’ fascia (quelli arrivati alle Camera dopo la sconfitta di Bersani) o a metà tra le due fasce ma di provatissima fede renziana (Giachetti, Marcucci).

Giglio magico Boschi Serracchiani Lotti Madia
Spazio democratico Delrio Franceschini Guerini
Giovani Turchi (Rifare l’Italia) Orlando Orfini
Sinistra è cambiamento Martina De Micheli Damiano Amendola Fedeli

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Area Riformista Speranza Bersani
Sinistra democratica Cuperlo D’Alema

Ultimamente la situazione è un pò cambiata. I cosidetti renziani si sono spaccati perchè alcuni sono stanchi dell’inacessibilità del cosidetto Giglio magico che sembra una corrente nella corrente.  Il ‘giglio magico’, formato dal ministro Boschi, il sottosegretario Lotti, il portavoce Sensi e pochi altri (tra cui il ministro Madia, ex veltroniana) e la Serracchiani diventa così gruppo a se. Il più fedele. I renziani più giovani e arrabbiati (Carbone, Morani, Fanucci) scalpitano per avere loro la patente di pasdaran del renzismo, patente che non disdegnano ex franceschiniani (Rosato) ed ex veltroniani (Fiano). I renziani più cattolici e non contenti di questo ermetismo si organizzano in un’altra corrente. Ed ecco che, da pochi giorni, è nata una nuova corrente, Spazio democratico, che – grazie all’innesto dei Pop dem di Fioroni – conta quasi 80 parlamentari ed è già stata ribattezzata dei ‘catto-renziani’ perché l’elemento cattolico è quello più pronunciato. La corrente, voluta da Richetti, Rughetti e Delrio, ma che gode della benedizione del vicesegretario, Lorenzo Guerini (ex-dc ed ex-ppi a sua volta), ha ricevuto la mezza scomunica di Renzi in persona (quella citata all’inizio) che di micro-correnti di potere non vuole sentir parlare, ma che auspicava la nascita di un mega ‘correntone’ che sostenesse il governo. Poi ci sono i giovani turchi, ormai stabilmente in maggioranza. Ultimi arrivati quelli di Sinistra è cambiamento, nati dalla spaccatura della vecchia Areadem di Speranza e Bersani durante la votazione dell’Italicum (a cui sono sedute le dimissioni da capograppo dello stesso Speranza) e che a differenza loro vogliono continuare a sostenere Renzi, anche se non sono d’accordo su tutto.

La corrente di Speranza e Bersani si è riorganizzata come Area Riformista e dopo essersi di molto ridimensionata si è collocata sempre all’opposizione, ma cercando di essere critica, ma collaborativa col governo. Chi, invece, permane nella sua opera di forte contrastyo dell’operato del governo è Sinistra Democratica; la corrente di Cuperlo e D’Alema. Poi c’erano i civatiani; ma pra che il loro leader ha abbandonato il partito, quelli che hanno deciso di non seguirlo si sono dispersi e non hanno più una collacazione stabile. Fassina è andata via e dietro a se non lascia niente. La sua corrente (i giovani turchi) era da tempo entrata saldamente nella maggioranza interna e lui non si era mai più ricollocato, restando comunque all’opposizione dura e pura.

4 risposte »

  1. Settima corrente: nasce Rete Dem per tutti gli ex civatiani che hanno deciso di non seguire Civati, ma restare nel partito. Nuovo punto di riferimento Prodi e L’Ulivo. Ne fanno parte Sandra Zampa, Lorenza Ricchiuti ecc.

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