Politica locale

Amministrative regionali 2015: Il Pd vince tra i suoi demoni, ma è la Lega a trionfare. M5s tiene e Fi crolla (ma la vittoria di Toti fa da maschera).

Amministrative regionali 2015: Il Pd vince tra i suoi demoni, ma è la Lega a trionfare. M5s tiene e Fi crolla (ma la vittoria di Toti fa da maschera).

Luca Zaia e Michele Emiliano

Nelle sette regioni in cui si è andati a votare se vogliamo restare all’aritmetica è finita 5 a 2. Sempre per l’aritmetica bisogna precisare che si partiva da un 5-2. Quindi il Pd è in pareggio. La Lega riguadagna la sua regione e quindi è in pareggio. A Forza Italia che pur cambiando resta sempre a una regione al suo attivo si può dire la stessa cosa. Così come per il Movimento 5 Stelle che resta a bocca asciutta. Ma se si lascia stare l’aritmetica e si fanno comparazioni più qualitative, i discorsi si fanno più complicati.

Partiamo dal Partito Democratico. Aver perso in Veneto ci può stare; ma perdere facendosi doppiare non è dignitoso ed è segno che si è riperso il contatto con il ceto medio che in quella regione si era conquistato per la prima volta in assoluto alle scorse europee. Ma su questo si potrebbe anche glissare. E’ sull’affaire Liguria/Campania che non si può tacere. In Campania ha vinto Vincenzo De Luca nonostante la lista della Bindi; ma adesso dovrà affrontare la Severino e rischia di decadere. Può succedere praticamente di tutto. Quindi la riconquista della regione è tutt’altro che un sollievo. In Liguria è andata anche peggio. La scissione di Civati e Pastorino ha fatto perdere la candidata ufficiale Raffaella Paita. E qui si ritorna all’aritmetica. Un qualunque candidato di centrosinistra avesse preso i voti di Paita e Pastorino sarebbe arrivato primo e diventato quindi governatore. Qui non si può incolpare l’astensione al voto. Per quanto alta. Che poi sull’astensione in Liguria (ma non solo) abbia inciso anche una disaffezione dovuto alla lista Bindi può anche essere; ma in maniera secondaria.

La Lega Nord come si è già detto ha trionfato. Inanzitutto perchè in Veneto non solo non ha sofferto della scissione di Flavio Tosi; ma anche perchè i voti a Zaia hanno superato il 50% di preferenze tra quelli che sono andati a votare. Come ha ammesso lo stesso Luca Zaia ci si aspettava un buon risultato; ma questo va aldilà di ogni rosea aspettativa. Proprio per questo credo che sia più un’affermazione del governatore uscente; che una vittoria di Salvini. Basta pensare che la lista Zaia supera la Lega Nord. Fi lì è quasi assente. In Veneto sarà poco più che un monocolore leghista. Di certo il partito di Berlusconi, pur essendo in maggioranza non potrà influire alcunchè sui programmi di governo. Tutto quello che succede nel resto d’Italia invece è merito di Matteo Salvini. In tutte le regioni in cui è presentata la Lega Nord risucchia moltissimi voti a Forza Italia riducendola all’osso. Sempre sotto al 10%, in alcuni casi anche sotto il 5%. Diverso è il discorso per Noi con Salvini. La versione sudista della Lega si è presentata solo in Puglia visto che in Campania ha disertato per accordi pre-elettorali presi tra Salvini e Berlusconi. In Puglia ha ottenuto risultati poco esaltanti: solo il 2,29%. Ma era solo il debutto. Il resto è un trionfo!

Per quanto riguarda Forza Italia c’è certamente la maschera della vittoria di Toti che nasconde i risultati del partito. Ma credo che Berlusconi dovrebbe davvero preoccuparsi. Campania 17,81%, Liguria 12,66%, Puglia 10,80%, Marche 9,40%, Umbria 8,53%, Toscana 8,48% e Veneto 5,97%. C’è gente come Brunetta che festeggia per la “vittoria fantasmagorica di Forza Italia e la sconfitta di Renzi e del renzismo“. Gente di un altro mondo. Certo i risultati delle elezioni nei comuni daranno una risposta ancor più chiara; ma già quello che è successo a Bolzano e a Trento nelle settimane scorse non è un buon auspicio. In tanto c’è da registrare che Raffaele Fitto in Puglia è stato più che competitivo e che il suo candidato (Schittulli) ha fatto più del candidato di Forza Italia (Poli Bortone).

Parliamoci chiaro: il Movimento 5 Stelle ancora una volta non ha vinto da nessuna parte; ma torna a crescere nei consensi e si riprende dalla deblacle dell’anno scorso. Come dire che si prende gli applausi; a cui però non dovrà seguire l’impegno di governare. Il Movimento ha comunque ottenuto buoni risultati in tutte le regioni; sopratutto nelle Marche, in Liguria e in Puglia.

Degli altri partiti rimane poco o niente. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia è sotto il 4% (tranne nelle Marche 6,51%, Umbria 6,23% e in Campania 5,46%). Riesce a prendere qualche seggio; ma non è mai influente nei rapporti. In Puglia si è schierata con Fitto, ma in Veneto con Zaia. Per Sinistra Ecologia e Libertà era molto importante la Puglia. Lì ha dovuto presentarsi nella lista “Noi a sinistra per la Puglia” e ha conquistato 6,47% con 4 seggi. Un buon risultato per il partito; ma poco se si pensa al partito del governatore uscente (dieci anni di governo). In Unbria fa 2,56% e un seggio. In Campania si presenta da sola in “Sinistra al lavoro” 2,42% e nessun seggio.  In Veneto non prende niente, ma tutta la coalizione ha fatto cilecca. In Liguria con “Rete a sinistra” con Pastorino il 4,09% e un seggio. Nelle Marche si presenta da sola con “Altre Marche – Sinistra unita” in un lista unica con la Lista Tsipras e fa il 3,82% e zero seggi. Anche in Toscana si presenta da sola e non riceve seggi. Il problema di Area Popolare è un’altro. E’ una coalizione e non diventerà mai un partito. Si presentano divise solo in Campania e nelle Marche e in quei casi è il partito di Alfano a prendere possesso del marchio. Poi, vincono insieme solo in Liguria. L’Udc anche in Campania e nelle Marche. Veniamo ai candidati. In Veneto stravince Luca Zaia (lo abbiamo già detto) che ha asfaltato Alessandra Moretti. Per il resto solo comparse: il 5stelle Jacopo Berti e lo scissionista Flavio Tosi. In Liguria vince a sorpesa Giovanni Toti su Raffaella Paita. Buona prestazione di Alice Salvatore dei 5 Stelle; mentre Luca Pastorino ottiene giusto quel serve per far perdere la Paita. In Toscana confermatissimo il governatore Enrico Rossi. Per il resto il candidato di Lega e Fdi Claudio Borghi batte il 5stelle Giacomo Giannarelli e Stefano Mugnai di Forza Italia. Anche in Umbria vince la governatrice uscente Catiuscia Marini. Poi Claudio Ricci, l’unico che con Giovanni Toti è riuscito a tenere il centrodestra unito. Nelle Marche, invece il governatore uscente Gian Mario Spacca dopo aver cambiato casacca arriva addirittura quarto. A vincere è il nuovo capitano del centrosinistra Luca Ceriscioli; a seguire Giovanni Maggi dei 5 stelle e da Francesco Acquaroli di Lega Nord e Fdi. In Campania dopo un lungo inseguimento ce la fà Vincenzo De Luca che stacca l’ex governatore Stefano Caldoro. Più staccata la 5 stelle Valeria Ciarambino. In Puglia vince Michele Emiliano. Molto distaccata Antonella Laricchia dei 5 stelle, Francesco Schitulli di Fitto, Fdi e Area Popolare e con un pò di ulteriore distacco Adriano Poli Bortone di Forza Italia e Noi con Salvini.

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