Governo

Claudio De Vincenti nuovo sottosegretario alla predidenza

Claudio De Vincenti

Claudio De Vincenti

Un bersaniano scelto come sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri. E’ Claudio De Vincenti, economista esperto in crisi industriali, ma soprattutto abile mediatore. Romano, 66 anni, De Vincenti è nella squadra di governo già da qualche anno: con Monti e con Letta ha ricoperto infatti l’incarico di sottosegretario allo Sviluppo Economico. Con il governo di Matteo Renzi è diventato viceministro, quando al vertice dello stesso è stata nominata Federica Guidi. In questa veste si è occupato di numerose vertenze di industrie in crisi, dalle acciaierie di Terni alla Lucchini. A capo della dirigenza di Palazzo Chigi Renzi ha invece voluto come segretario generale Paolo Aquilanti, un «grand commis» dello Stato che ha lavorato a lungo come funzionario del Senato. Aquilanti è stato voluto da Maria Elena Boschi come suo braccio destro al ministero delle Riforme, dove si è occupato del dossier della legge elettorale aiutando il giovane ministro a evitare le insidie delle aule parlamentari. Prende il posto di Graziano Delrio (promosso ministro delle infrastrutture).

Per completare il rimpasto di governo bisogna riempire le caselle del ministero degli Affari Regionali (lasciato libero da Maria Carmela Lanzetta) e del nuovo viceministro dello Sviluppo (lasciato libero per l’appunto da De Vincenti). Entrambi i posto andranno assegnati all’Ncd; ma visto l’enorme caos in cui versa il partito sicuramente le scelte verranno fatte dopo le regionali a seconda dei risultati delle urne.

Il nome di De Vincenti è risultato vincitore di una terna a cui è arrivato Renzi stilando le caratterististiche più affini al ruolo. Gli sconfitti sono Ettore Rosato e Valeria Fedeli. Il primo sarebbe stato sacrificato in quanto vice capogruppo vicario alla Camera. Il ruolo di Ettore Rosato a Montecitorio, per Renzi, è troppo delicato: come vicario, infatti, ricopre una posizione centrale a fianco del capogruppo Speranza, che è il numero uno della minoranza. È il primo dei renziani alla Camera, conosce bene i meccanismi parlamentari ed è di totale fiducia per Renzi. Anche Valeria Fedeli ha collaborato con Renzi pur proveniendo dalla minoranza. Ma il premier non vuole   “regalare” un posto di pestigio (vice presidente del Senato) all’Ncd. Per questo, alla fine, anche se era tre nomi, tutti perfettamente validi, la scelta è caduta su de Vincenti.

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