Le difficoltà di Renzi: il governo cambia programma

Le difficoltà di Renzi: il governo cambia programma
Le difficoltà di Renzi: il governo cambia programma
Monica Cirinnà e Marilena Fabbri

Il 2015 è iniziato con la discussione delle riforme istituzionali alla Camera e della legge elettorale al Senato. La prima riforma è arrivata alla fine delle discussioni degli articoli, ma è stato rimandato il voto generale a marzo; se avverrà questa sarà la seconda lettura approvata. La seconda riforma è andata in porto; ma siccome è stata molto modificata dall’approvazione alla Camera; deve fare un secondo passaggio in questo ramo del Parlamento per l’approvazione definitiva. Anche questo voto è atteso a marzo. Poi c’è stata l’elezione di Mattarella, in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha indubbiamente mostrato tutta la sua abilità diplomatica. A seguire vari provvedimenti come la responsabilità civile dei magistrati.

Ma fin da inizio gennaio a seguire di questi provvedimenti si sarebbe dovuto parlare di Ius soli e unioni civili. E fare finalmente queste due riforme che sono aspettate da tanto tempo. E fino a poche settimane fa era così. Poi sono sparite completamente da tutti gli annunci e adesso davvero non se ne parla più. Al loro posto sono comparse le riforme della scuola e della Rai. Della prima è stata presentata la riforma il giorno esatto in cui il governo ha compiuto un anno e quella della Rai è attesa a giorni. Il loro iter dovrebbe essere calendarizzato a breve in parlamento.

Ma cosa c’è davvero dietro la rinuncia a trattare gli argomenti dello Ius soli e delle unioni civili? Il punto sembra essere che il livello di scontro in parlamento è arrivato a un livello altissimo poichè l’esecutivo, causa ostruzionismo, abbia deciso di fare votare un numero eccessivo di decreti e leggere e posto un numero elevato di fiducie. Percui sono piovute sull’esecutivo svariate accuse di “deriva autoritaria” anche per le svariate sessioni fiume con sedute aperte oltre la mezzanotte. Si sarebbe così deciso di rimandare i due provvedimenti non appena i deputati avranno varato le riforme costituzionali. A (dopo?) marzo, quindi.

Il testo sulle unioni civili è redatto dalla piddina Monica Cirinnà ed è già avviato nelle commissioni. E’ ispirata al modello tedesco che, pur non prevedendo un’equiparazione vera e propria al matrimonio, riconosce alle coppie omosessuali i diritti principali, come la pensione di reversibilità e i diritti ereditari, mentre esclude le adozioni. In questo caso, però, il ddl Cirinnà aprirebbe uno spiraglio nuovo. L’eccezione riguarderebbe le cosiddette adozioni “interne”, ossia quelle in cui uno dei partner può adottare il figlio del convivente.

Sul versante ius soli è al lavoro un’altra piddina, Marilena Fabbri che sta cercando di valutare anche eventuali maggioranze affinché la norma possa passare. Lo ius soli dovrebbe essere “temperato” e riguarderà i figli di immigrati che hanno concluso un ciclo di studi. Proprio per questo i tempi potrebbero allungarsi e il testo non dovrebbe arrivare all’esame del Parlamento prima di due mesi.

Vedremo se questi tempi saranno rispettati o coppie di fatto e giovani italiani dovranno aspettare ancora …

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