Musica

Annalisa splende

Annalisa splende

Annalisa

Ci sono certi clichè difficili da togliersi di dosso. In particolare gli ex allievi della scuola di Amici di Maria de Filippi hanno lamentato per anni, e a ragion veduta, la difficoltà nell’essere considerati dagli addetti ai lavori ed dal grande pubblico come cantanti di fatto, passati si dal talent più famoso della televisione ma un giorno usciti da questo ed alle prese con la realizzazione di canzoni, tour e quant’altro proprio come tutti gli altri. Cantanti punto. Non cantanti “ex Amici”.
Fortunatamente nel corso degli anni, con l’interesse sempre più concreto delle etichette discografiche che hanno deciso di investire trasformando gli “ex di…” in stelle da classifica, le cose sono andate migliorando.
C’è poi un altro clichè, quello della “promessa musicale” che partecipa al suddetto talent, che deve fare suo malgrado, una fatica doppia per essere credibile: dimostrare di essere artisticamente “slegata” dal discorso televisivo, e cantare canzoni che facciano davvero la differenza rispetto a quelle dei compagni di scuola (e non) per essere riconoscibile e costruire un percorso musicale interessante nel tempo.
Annalisa è uno di questi casi: dal 2011 ha pubblicato 4 dischi e partecipato 2 volte al Festival di Sanremo, riscuotendo sempre un discreto successo commerciale ma senza convincere mai fino in fondo;si è limitata a produrre i suoi dischi con impegno e puntualità, non sempre trovando le canzoni giuste ma, va detto, mantenendo costante una certa dignità artistica; ha fatto dei tour e ricevuto anche diversi premi; il tutto senza viaggiare in senso generale ne tanto più in alto ne tanto più in basso dei suoi colleghi, finendo per collocarsi tra quelle “promesse” di cui già detto, che sembra stiano sempre per sbocciare ma alla fine non sbocciano mai.

Detto questo, Splende è il titolo del suo nuovo lavoro, il quarto disco in studio: 11 tracce tra cui due singoli usciti nel 2014, il brano di Sanremo ed una cover. Un album pop melodico dalle atmosfere rassicuranti come se ne producono molti, senza guizzi creativi particolari, che aggiunge poco a quanto sapevamo di Annalisa che, per la prima volta è anche co autrice di quasi tutti i brani.
Non da una mano la firma di Kekko Silvestre, che in Sento solo il presente e Una finestra tra le stelle replica il “modello Modà” di tanti suoi successi, ma è un vestito che non calza alla perfezione su Annalisa.
C’è poca varietà, sia musicale che di contenuto: a padroneggiare sono le ballate, forse un po’ troppe che conferiscono lentezza al disco senza risultare efficaci se non in un paio di casi come L’ultimo addio e Niente tranne noi. I testi sono deboli: troppo intimismo senza originalità che ricorre spesso alle solite immagini romantiche oramai inflazionate;  Una boccata d’ossigeno arriva sul finale: Ti sento, cover dello storico brano dei Matia Bazar qui riletto e rielaborato, su cui Annalisa si muove con gusto e classe.
Lei ce la mette tutta, la sua voce talvolta arriva veramente alle stelle di cui canta, ma non è abbastanza per tenere insieme i pezzi di una tracklist tutto sommato noiosetta senza infamia né lode, che non la valorizza per niente. L’ennesima occasione sprecata. Che peccato.

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