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Elezione nuovo Presidente della Repubblica: la prima va a vuoto

Il primo giorno valido per l’elezione del successore di Giorgio Napolitano è stato giovedì 29 gennaio in cui è prevista una sola votazione nel pomeriggio. Ma la vera bomba è stata sganciata nella mattinata quando Matteo Renzi riunisce tutti i grandi elettori del Pd e propone il nome di Sergio Mattarella, dichiarando che questo è il nome su cui il partito punta dalla quarta votazione in poi e che a lui non ci sono alternative. Questo fatto ricompatta il partito e tutte le varie correnti si dicono disposte a votare il nome condividendo il profilo del personaggio. Giuseppe Civati, però contesta il fatto che nelle prime tre votazioni si debba votare scheda bianca e decide con la sua corrente almeno per le prime tre votazioni di votare Romano Prodi. Sentita la novità Nichi Vendola dichiara che alla quarta votazione se il Pd rimarrà della sua decisione convergeranno con gioia sul nome di Mattarella; ma che nelle prime tre vogliono omaggiare Luciana Castellina votandola. Questa decisione dai vendoliani è stata presa anche perchè la mossa di Renzi ha disarmato la possibile convergenza loro con la minoranza Pd, i fuoriusciti del M5s e magari il M5s stesso sul nome di Prodi. Tant’è che Beppe Grillo sul suo blog per rispondere alla scissione che si è prodotta nel suo partito ha rimesso in moto il meccanismo delle quirinarie che aveva deciso di sospendere, facendo votare fra diversi

risultati quirinarie

Romano Prodi, Ferdinando Imposimato e Nino Di Matteo

nomi. Hanno partecipato alla votazione 51.677 iscritti certificati. Il risultato di questo referendum on line ha visto vittorioso Ferdinando Imposimato (16.653, 32%) seguito proprio da Romano Prodi (10.288, 20%) e poi da Nino Di Matteo (6.693, 13%). A seguire Pierluigi Bersani (5.787), Gustavo Zagrebelsky (5.547), Raffaele Cantone (3.341), Elio Lannutti (1.528), Salvatore Settis (1.517) Paolo Maddalena (323). In un primo momento i candidati della rosa erano 10, ma la costituzionalista Lorenza Carlassarre ha declinato la candidatura. Il M5S ha dichiarato quindi il voto di Imposimato alla prima votazione dichiarando che dalla quarta, previo passaggio in rete, se dovessero esserci condizionI diverse potrebbero scegliere di convergere su un altro candidato. Romano Prodi ha dichiarato di non voler essere un elemento di divisione: “Io posso essere un segno di contraddizione ma non voglio essere uno strumento di divisione”. Alternativa libera e gli altri fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle hanno dichiarato di voler votare Mattarella; ma che nelle prime tre votazioni terranno fede al loro voto di due anni fa convergendo su Stefano Rodotà. Con l’eccezione di Area Popolare, il resto della maggioranza si dichiara fedele alla linea di Renzi. Scelta Civica, Popolari per l’Italia e Centro Democratico voteranno prima bianca e poi Mattarella. Area Popolare decide di allearsi con Forza Italia nella scelta del nuovo presidente, anche senza mettere in dubbio la sua permanenza nel governo. Le trattative con Renzi, sembra, però si siano impantanate prima della scelta di Mattarella. Sembra che quest’ultimo non sia gradito ne al partito di Silvio Berlusconi, ne a quello di Angelino Alfano e che pur di chiudere un accordo abbiano sottoposto a Renzi nell’ordine i nomi di Giuliano Amato, Pierferdinando Casini e Anna Finocchiaro. A loro volta, però i due partiti sembra abbiano bocciato l’ipotesi di tutti gli ex segretari di partito del Pd tra cui Walter Veltroni e Piero Fassino su cui sembra Renzi puntasse. Non potendo chiudere con un accordo Renzi ha preferito compattare il suo partito e riattrarre a se i voti di Sel insistendo su Mattarella. Silvio Berlusconi sembra sia stato molto indeciso se capitolare o mettere a rischio il patto con Renzi sulle riforme. Alla fine è stato convinto dalla figlia Marina Berlusconi per la linea dura. Nessun accordo: loro e il partito di Angelino Alfano voteranno scheda bianca sia alle prime tre, che in seguito sfidando Renzi a trovare i voti da solo. Dopo l’elezione il partito di Alfano giura che resterà in maggioranza; quello di Berlusconi che farà opposizione anche sulle riforme. Infine, c’è da registrare anche le mosse della Lega Nord e di Fratelli d’italia. In una conferenza stampa Matteo Salvini e Giorgia Meloni dichiarano di votare almeno per le prime tre votazioni Vittorio Feltri e invitano Forza Italia (inascoltati) a convergere anche loro su questa scelta.
La prima votazione ha avuto i seguenti risultati: Maggioranza richiesta 673. Schede bianche 538. Schede nulle 33. Voti dispersi 48. Voti: Ferdinando Imposimato 120, Vittorio Feltri 49, Luciana Castellina 37, Emma Bonino 25, Stefano Rodotà 23, Gabriele Albertini 14, Claudio Sabelli Fioretti 11, Romano Prodi 9, Mauro Morelli 9, Massimo Caleo 8, Marcello Gualdani 6, Pierluigi Bersani 5, Sergio Mattarella 5, …, Antonio Martino 3, …, Anna Finocchiaro 2 ecc.
Ci sono diverse persone che non avevano ricevuto dichiarazioni di voto; ma che alla fine della votazione hanno ricevuto diversi voti. Albertini e Gualdani sono deputati di Ncd e quindi è facile immaginare che alcuni colleghi di partito abbiano pensato un’alternativa alla scheda bianca; così come può essere successo per Massimo Caleo, Pier Luigi Bersani e Anna Finocchiaro del Pd;  e ad Antonio Martino per Forza Italia (che all’inizio avrebbe dovuto essere il votato di bandiera). Per quanto riguarda Emma Bonino e Claudio Sabelli Fioretti non riesco a immaginare da chi provengano i voti. Strano il caso di Mauro Morelli, solo 32 anni, napoletano e di Sel. Un ovvio omaggio di alcuni suoi colleghi; peccato che non è nemmeno eleggibile. Infine, cinque elettori non hanno resistito a votare Sergio Mattarella alla prima votazione.

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