Centrosinistra

Primarie Pd Puglia e Veneto: vincono Emiliano e Moretti

Primarie Pd Puglia e Veneto: vincono Emiliano e Moretti

Michele Emiliano e Alessandra Moretti

I pugliesi hanno risposto all’appello del centrosinistra e non hanno disertato le urne per scegliere Michele Emiliano candidato alle Regionali del 2015, che raccoglie il 67 per cento dei voti con un terzo delle schede scrutinate. Malgrado le fibrillazioni e le liti della vigilia, nessuna sorpresa per le primarie del centrosinistra in Puglia: è Emiliano, magistrato, ex sindaco di Bari e segretario regionale del Pd, il candidato della coalizione per la successione a Nichi Vendola nella guida della Regione. Con percentuali che superano il 67%. Emiliano ha staccato di gran lunga i suoi avversari: Dario Stefano, ex assessore regionale e senatore sostenuto da Sel, si attesta sul 22,5%, mentre l’assessore regionale alla legalità, Guglielmo Minervini anche lui del Pd, si è fermato al 10,5%.

In Veneto l’eurodeputata Alessandra Moretti ha vinto con il 66% dei voti. A scrutinio ultimato l’eurodeputata del Pd ha ricevuto 25920 voti su 39619, seguita dalla deputata Simonetta Rubinato, che si è fermata appena sotto il 30% e da Antonino Pipitone dell’Idv, che si è fermato al 4,27%. L’eurodeputata si carica sulle spalle un compito non facile, vista anche la tradizione politica del Veneto: sfidare il governatore uscente Luca Zaia: «È la certezza del merito: il Veneto merita questa vittoria. A vincere non sono io, ma tutti noi veneti», dichiara. È la prima volta che una donna concorre nel confronto diretto per la guida della Regione. «Il desiderio di cambiamento dei cittadini – dice Roger De Menech, segretario regionale del Pd – è stato predominante rispetto alla tentazione dell’astensionismo. chi prevedeva un flop è rimasto deluso». L’affluenza, fatti due conti, è stata buona anche se non eccezionale: dipende dal dato con cui la si raffronta. Hanno votato in 39.619. Il doppio degli iscritti al Pd (20.600), e nel partito molti fanno notare che nell’Emilia tragica hanno votato sì in 50 mila ma con 60 mila iscritti. Ma comunque è un bagno di sangue se si confronta il dato con le primarie Renzi-Bersani del 2012 (170 mila persone) o con quelle per la scelta dei parlamentari nel 2013 (100 mila). Il segretario Roger De Menech è soddisfatto: «Lo spettro dell’Emilia è superato».

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