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Tiziano Ferro

A quattordici anni di distanza dal suo debutto ufficiale con “Xdono”, Tiziano Ferro pubblica “TZN – The best of”. Ma non è un “best of”, come l’ingannevole titolo può far pensare, bensì un progetto più ampio. Non è un disco (piuttosto: nella versione base sono due dischi; nella versione deluxe sono quattro dischi; e sono quattro pure nella special fan edition, ai quali si aggiungono inoltre due dvd), non è una raccolta, non è un’antologia (perché per un artista con alle spalle appena quattordici anni di carriera non si può ancora parlare di antologia). Ma allora, cos’è questo “TZN – The best of Tiziano Ferro”? Ecco, stabilire con esattezza cosa sia questo nuovo progetto discografico di Tiziano Ferro risulta un po’ complicato; probabilmente, la parola che meglio può descriverlo è “racconto”.


Sì, “TZN – The best of Tiziano Ferro” è proprio un racconto; ma è un racconto anticronologico, che parte cioè dal presente (anzi, dal futuro, visto che accanto ai titoli dei brani inediti “Lo stadio” e “Incanto”, nella tracklist, è riportato l’anno 2015) e che riavvolge il nastro fino al 1997, anno che rappresenta il principio della carriera discografica di Tiziano Ferro. Presentatosi, appena diciassettenne, all’Accademia di Sanremo con il brano “Quando ritornerai” (scritta nel 1997), Tiziano suscitò la curiosità di quelli che – di lì a poco – sarebbero diventati i suoi “mentori” e produttori dei suoi primi due album (“Rosso relativo” e “111”), Alberto Salerno e Mara Maionchi. Fu grazie a questi ultimi due che Ferro entrò in contatto con Michele Canova (oggi uno dei produttori italiani più apprezzati): i due iniziarono a lavorare insieme in una stanza di Padova, come ricorda lo stesso Tiziano nel grande booklet presente nella special fan edition, con qualche computer e tante idee. Talmente tante che poi queste idee sono uscite fuori da quella stanza, hanno pure travalicato i confini nazionali, finendo anche all’interno dei dischi di altri artisti. Ecco, con questo racconto Tiziano Ferro ha voluto ripercorrere le tappe salienti e gli highlights dei suoi primi quattordici anni di carriera; ma in questo disco non sono contenuti solamente i suoi più grandi successi, ma anche alcune rarità, brani noti al suo pubblico perché finiti in Rete in versioni “pirata” e mai pubblicati ufficialmente su disco, brani che non hanno trovato posto all’interno dei precedenti album, demo di canzoni scritte per altri artisti, registrazioni inedite di alcune importanti esibizioni e gli immancabili inediti (quindi il racconto, oltre ad essere anticronologico e oltre a immortalare le tappe salienti dei primi quattordici anni di carriera del cantautore, allarga il discorso anche a quelli che potremmo definire i “dietro le quinte”). Il tutto, nella special fan edition, quella che abbiamo deciso di prendere in considerazione per questa recensione, si articola in quattro dischi: il primo disco ripercorre il periodo 2015-2007, il secondo disco ripercorre il periodo 2007-1997, il terzo disco contiene alcune rarità, il quarto contiene invece tutti duetti già editi.

Gli inediti di “TZN – The best of Tiziano Ferro”, e per “inediti” s’intende i brani mai pubblicati prima d’ora (né su disco, né in versioni “pirate” in Rete) sono quattro, ognuno diverso dall’altro per contenuti e sonorità: l’ascolto si apre con “Lo stadio”, un brano pop caratterizzato dalla presenza di alcuni cori che hanno il compito di fomentare il pubblico dei concerti che Tiziano terrà negli stadi italiani la prossima estate: non è dunque un caso se la canzone ha questo titolo e parla anche di concerti negli stadi; si prosegue con “Incanto”, una bella canzone dalle sonorità spiccatamente folk e dal ritmo ternario (scritta insieme ad Emanuele Dabbono, noto ai più per aver preso parte alla prima e storica edizione di “X Factor” – qui potete ascoltare la sua “Ci troveranno qui”, presentata proprio durante la finale del talent: curioso ricordare che nello stesso anno Tiziano Ferro firmava per Giusy Ferreri l’inedito “Non ti scordar mai di me”, presentato sullo stesso palco e nella stessa serata – e per aver firmato, con lo stesso Ferro, il brano “Non aver paura mai” contenuto all’interno dell’album di debutto di Michele Bravi). Il terzo brano da considerarsi inedito, seppure edito in quanto scelto come singolo apripista del progetto, è “Senza scappare mai più”: si tratta di una canzone importante per Tiziano, che per la prima volta in carriera pubblica un brano che lo vede cantare in modo esplicito un amore omosessuale (dal punto di vista musicale, con le sue sonorità r&b la canzone pare ricollegarsi alle primissime produzioni di Ferro, rappresentare una sorta di sguardo ai vecchi tempi). Per ascoltare l’altro inedito bisogna invece aspettare la traccia numero quattro del secondo CD: il brano si intitola “Se il mondo si fermasse” ed è caratterizzato da sonorità decisamente swing. Tiziano lo aveva scritto, nel 2005, in funzione di un album di musica swing da pubblicare dopo “111” (album in cui Ferro aveva avuto modo di sperimentare quelle sonorità grazie a brani quali “Temple Bar” e, almeno in parte, “Eri come l’oro ora sei come loro”); il progetto, però, per il quale il cantautore scrisse probabilmente anche canzoni quali “TVM” e “Quiero vivir con vos”, entrambe confluite all’interno de “L’amore è una cosa semplice”, non andò in porto e “Se il mondo si fermasse” è rimasta fino ad oggi in una sorta di limbo.

Le rarità: si tratta di canzoni che, se per il pubblico più distratto possono apparire come inediti, in realtà non lo sono. Stiamo infatti parlando di brani mai pubblicati in via ufficiale da Tiziano Ferro nei suoi dischi prima d’ora e circolati in Rete per anni in versioni “pirata”. E sono: “Quando ritornerai” (che è pure stata pubblicata ufficialmente, non in un album di Tiziano ma nel disco antologico dell’Accademia di Sanremo del 1999), una ballad caratterizzata da una certa immaturità sia nell’arrangiamento (lineare, incentrato su alcune note suonate al pianoforte e alle chitarre) che nel testo (caratterizzato da rime facili ed elementari: “Dimmi se in te vivo anche un po’, oppure no”, canta Ferro in una frase del testo); “Sulla mia pelle”, una canzone pop rap dalle sonorità e dal ritmo coinvolgente e da una melodia di facile presa (Ferro la realizzò, nel 1998, in collaborazione con il duo ATPC ed è contenuta all’interno dell’album “Anima e corpo” dello stesso duo); “Angelo mio”, che mischia sonorità pop ad altre più r&b care al cantautore (è la versione italiana di “Angel of mine” delle Eternal, mai pubblicata su disco); “Il vento”, canzone risalente al 2000 che pare racchiudere in sé i germi di quelli che diventeranno nel giro di poco tempo i tratti caratteristici della scrittura compositiva di Ferro, a partire dalla capacità di giocare alternando registri vocali diversi. A questi brani, tutti contenuti nel secondo CD, bisogna poi aggiungere “Latina”, brano – incluso nel terzo CD – dall’arrangiamento semplice, che ruota tutto intorno al pianoforte: Tiziano lo ha eseguito solamente dal vivo in occasione di un concerto tenuto nella sua città natale (a cui, come è facile intuire dal titolo, è dedicato: “Apri le tue ali e poi, senti che profumo c’è da ora: sboccia primavera già a Latina”, recita una frase del testo). Una “rarità” può essere considerata anche la cover de “Le passanti” di Fabrizio De André che Tiziano Ferro ha realizzato nel gennaio del 2009 in occasione di una puntata speciale del programma televisivo “Che tempo che fa” dedicata al cantautore genovese e presente in “TZN – The best of Tiziano Ferro” proprio nella versione “live” del 2009, con la voce di Ferro che interpreta con profondità e con grande fermezza vocale ogni singola parola del testo, senza lasciarsi andare ad inutili virtuosismi.

Le “riappropriazioni” contenute nel terzo CD sono canzoni originariamente scritte per altri artisti. In ordine di apparizione: “Aria di vita”, scritta per Giusy Ferreri e contenuta all’interno di “Gaetana”, il primo album pubblicato da quest’ultima dopo la vittoria morale ad “X Factor” e al successo di “Non ti scordar mai di me” (la versione di Tiziano Ferro è una versione acustica del brano, meno sensuale rispetto a quella della Ferreri e immersa in una certa amarezza, come suggeriscono gli arpeggi iniziali di chitarra e la disillusione con cui Ferro interpreta frasi come “E pensi… Che mondo di merda”); “Difendimi per sempre”, scritta per l’album “Amore puro” di Alessandra Amoroso e qui presente in versione “demo” (già particolarmente toccanti nella versione della Amoroso, cantate dalla voce calda e profonda di Ferro le parole del testo risultano ancora più intense, intime e avvolgenti); “L’amore e basta”, anche questa scritta per “Gaetana” di Giusy Ferreri e qui presente in versione “demo” (“E la mia storia la so solo io insieme a chi mi ha amato davvero e a chi insieme a me ha preparato una valigia e mi ha guardato dicendo: ‘Tu corri, non sentirti solo, che sempre con te ci sarò pure io. E sentiti stanco se vuoi: te lo meriti a volte, amore mio”, canta Tiziano nel bel crescendo della canzone, quasi a voler riappropriarsi del manifesto autobiografico scritto per Giusy); “Cambio casa”, scritta insieme a Michele Canova per Alice (che la inserì all’interno dell’album “Samsara”, consegnato al mercato nel 2012, e qui presente in una versione elettropop molto fedele all’originale incisa dalla cantante).

I duetti: Da segnalare poi la presenza di collaborazioni importanti: con Jovanotti, inedito, sulle note di una “(Tanto)³” realizzata nel 2005 in funzione di un eventuale lancio di Jovanotti sul mercato latino e rimasta poi chiusa in un cassetto (è una sorta di divertissement, un botta e risposta frenetico tra i due artisti – apprezzabile la capacità di Tiziano di entrare dentro al ritmo e al mood della canzone fino a farla sua); quello con Fiorella Mannoia sulle note di una “Il re di chi ama troppo” registrata dal vivo in occasione di un concerto tenuto dal cantautore allo Stadio Olimpico di Roma nel 2009 (con la voce di Tiziano che compare un po’ a sorpresa, quasi a passo felpato, nel ponte che collega tra loro la prima strofa e il ritornello – l’intero brano verte sulla voce della Mannoia, e a Ferro è affidato solo qualche intervento qua e là); con Liah sulle note di una “Sere nere” in versione brasiliana (il duetto, meno apprezzabile e funzionale rispetto alla versione originale del solo Tiziano Ferro, se non altro per l’incapacità della cantante di fare sue e di interpretare con più “pancia” e meno tecnica vocale le parole della canzone, fu registrato nel 2005 e fu incluso all’interno dell’album “Perdas e ganhos” della stessa cantante brasiliana); e quello con la cantautrice tedesca Cassandra Steen sulle note della versione italo-tedesca de “L’amore è una cosa semplice” (con la voce della Steen che interpreta con dolcezza e pregevole raffinatezza il brano, sostenuta dall’interpretazione più sicura e diretta di Ferro), originariamente incluso all’interno della versione tedesca dell’omonimo album. Un considerevole numero di duetti è inoltre contenuto all’interno del quarto CD, ma si tratta di duetti già noti ai più perché inclusi o all’interno dei precedenti album in studio di Tiziano Ferro o perché inclusi in album di artisti con i quali il cantautore ha avuto modo di collaborare nel corso dei suoi primi anni di carriera. Sono tratti dalle precedenti fatiche discografiche di Ferro (e dalle rispettive versioni per il mercato estero): “Karma” con John Legend, che figura ne “L’amore è una cosa semplice” del 2012; “Il tempo stesso” con Franco Battiato e “Breathe gentle” con Kelly Rowland, entrambi contenuti all’interno dell’album “Alla mia età” del 2008; “Il regalo mas grande” con Amaia Montero, che carica la sua interpretazione con eccessiva enfasi, contenuto all’interno dell’edizione spagnola dello stesso “Alla mia età”; con Biagio Antonacci in “Baciano le donne”, dall’album “Nessuno è solo” del 2006; e con Pepe Aguilar in “Mi credo”, brano che mischia sonorità acustiche ad altre più elettroniche, originariamente incluso all’interno della riedizione spagnola dello stesso “Nessuno è solo” e nell’album omonimo del cantante messicano. Provengono invece da album di altri artisti: il duetto con Mina, leggermente sporcato di blues, su “Cuestion de feeling” (tratto dall’album “Todavía” del 2007); quello – virtuale – con Dean Martin su un’appassionata “Arrivederci Roma” (originariamente incluso nell’album-omaggio “Forever cool”, realizzato da un cast di artisti internazionali, tra i quali figurava pure Tiziano Ferro, nel 2007); quello, quasi confidenziale e fraterno, con Laura Pausini in “Non me lo so spiegare” (dall’album “Io canto” del 2006); quelli – di recente pubblicazione – con Luca Carboni in “Persone silenziose” (contenuto nell’album “Fisico e politico” del cantautore bolognese) e con Baby K in “Killer” (dall’album “Una seria”), pubblicati solo lo scorso anno; con Miguel Bosé in “Amiga”, dalle sonorità latineggianti, tratto dalla raccolta “Papitwo” del cantante spagnolo; e, per concludere, quello sorprendente – almeno per chi non lo conoscesse già – con i Linea 77 sulla “punkeggiante” “Sogni risplendono” (originariamente incluso all’interno dell’album “Horror vacui” del 2008 della band torinese).

I due DVD: potremmo concludere il nostro racconto qui, ma vale la pena spendere qualche parola sui due DVD contenuti all’interno della special fan edition: nel primo dei due DVD figurano, oltre ad un commento introduttivo di Tiziano, tutti i videoclip ufficiali dei singoli pubblicati dal cantautore dal 2001 al 2014 (e dunque dal videoclip di “Xdono”, con un Tiziano Ferro sbarbatello e danzereccio, a quello di “Senza scappare mai più”, nel quale convivono tutti i suoi “alter ego”: il nerd di “E Raffaella è mia”, il calciatore fallito di “Alla mia età”, il ragazzo dal viso sfigurato di “Ti voglio bene”, quello romantico di “Ti scatterò una foto”, per citarne alcuni); il secondo dei due DVD è invece strutturato in forma bipartita. Nella prima parte figurano documentazioni video delle lavorazioni di questo “TZN – The best of Tiziano Ferro” realizzate presso i Sunset Sound Studios di Los Angeles con gli interventi del tastierista Jeff Babko, del bassista Reggie Hamilton, del chitarrista Tim Pierce e del batterista Vinnie Colaiuta, che per mezzo di alcune brevi interviste esprimono commenti lusinghieri nei confronti di Tiziano e delle sue modalità di lavoro. “Volevo dare un taglio alle nuove canzoni che risultasse quasi il proseguimento naturale di quello che abbiamo fatto nel disco precedente. Volevo che questo disco diventasse una sorta di testamento e che rappresentasse la linea del tempo che mi ha portato nel 2014: non doveva mancare niente perché tutte queste canzoni hanno segnato la mia vita”, spiega poi Tiziano in una sorta di commento al contenuto del disco, “ho scelto quelle piccole pietre che da sole magari non avrebbero mai trovato spazio in un album concettuale o di genere ma che nell’economia di una raccolta così multicolore trovavano il loro senso massimo”. Non mancano poi documentazioni video delle registrazioni in studio degli inediti “Senza scappare mai più” e “Incanto”. Degna di nota, inoltre, è la lunga intervista presente nel bel mezzo del secondo DVD, relativa alla genesi di “TZN – The best of Tiziano Ferro”, della durata di ben 43 minuti, nella quale sono presenti anche riflessioni di Tiziano su questi primi quattordici anni di carriera (tra curiosità, retroscena e aneddoti). Nell’ideale seconda parte del secondo DVD figurano invece i videoclip ufficiali dei brani realizzati da Tiziano Ferro in coppia con altri artisti (italiani, come Laura Pausini, Baby K, Luca Carboni e Fiorella Mannoia, presente nella documentazione video del duetto all’Olimpico su “Il re di chi ama troppo”, ma anche stranieri, come Amaia Montero e Kelly Rowland).

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