Centrosinistra

Pd, nuova segreteria plurale

Pd, nuova segreteria plurale

Pd, nuova segreteria plurale

Matteo Renzi dal palco della Festa dell’Unità si rivolge alla minoranza del partito: “Ci sono due paletti: io da solo non ce la faccio e l’altra condizione è che i veti non sono accettabili. Non possiamo passare tempo a litigare. Propongo una segreteria unitaria, dove responsabilità in capo a tutti”.

La segreteria unitaria degli auspici di Renzi è diventata plurale negli auspici di Gianni Cuperlo. Renzi incassa e dice che va bene lo stesso. Giovedì il segretario, «se tutti accetteranno l’incarico», assegnerà le deleghe. Quindici persone, 8 donne e 7 uomini. Due le conferme, Filippo Taddei all’Economia e Chiara Braga all’Ambiente. Da Area riformista arrivano Enzo Amendola (dalemiano), cui andranno probabilmente gli Esteri e Micaela Campana (bersaniana) al welfare e diritti, entrano in quota area riformista di Roberto Speranza. Il cuperliano Andrea De Maria dovrebbe avere la responsabilità della formazione politica. Valentina Paris, espressione dei Giovani turchi, prenderà probabilmente il posto di Stefano Bonaccini agli Enti locali. E ancora: Emanuele Fiano alle Riforme, Davide Ermini alla Giustizia, Ernesto Carbone alla Difesa garantiscono per l’Areadem di Dario Franceschini. I restanti sono renziani: Giorgio Tonini a Cultura e università, la fioroniana Stefania Covello di Sud e fondi europei, Alessia Rotta alla comunicazione, Lorenza Bonaccorsi a innovazione e Pa, Sabrina Capozzolo all’agroalimentare e Francesca Puglisi alla scuola. Confermati i vicesegretari Guerini e Serracchiani, soprannominati dai colleghi, svela Renzi, «Albano e Romina». Tuttavia, nella mappa delle new entry resta fuori la componente legata a Pippo Civati.

La nuova segreteria

La nuova segreteria

Escono di scena, invece, Stefano Bonaccini, coinvolto nel caso «spese pazze» dell’Emilia Romagna, i ministri Maria Elena Boschi, Federica Mogherini e Marianna Madia, i deputati Davide Faraone e Alessia Morani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, Francesco Nicodemo (ex responsabile della comunicazione), l’europarlamentare Pina Picierno.

Una segreteria, questa che nasce dopo mesi di stenti. A dicembre dello scorso anno Renzi è stato eletto segretario; ma ha nominato una sua segreteria dopo non aver trovato un accordo con l’opposizione interna; poi è nato il governo, ci sono state le elezioni e per ultime le nomine europee e molti membri di quella segreria sono andati verso altri lidi, ma non sono stati sostituiti. Adesso grazie a questo accordo si è creata la segreteria che forse sarebbe dovuta nascere lo scorso dicembre. Detto questo il Pd rimane se non l’unica opposizione a Renzi comunque l’unica convincente. Per quanto questo sia un paradosso.

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