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Un giorno di sole per Chiara

Un giorno di sole per Chiara

Chiara

Prima la vittoria ad X Factor, poi la partecipazione tra i “Big” al 63° Festival di Sanremo, dunque un album, intitolato “Un posto nel mondo”, contenente brani scritti da autori e cantautori quali Dente, Francesco Bianconi, Federico Zampaglione, Neffa, Samuel Romano dei Subsonica (solo per citarne alcuni). E poi la sovraesposizione negli spot televisivi, con il rischio di farsi conoscere non come una brava cantante quanto piuttosto come “quella che fa le pubblicità di quella compagnia telefonica”.
Chiara Galiazzo aveva bisogno di tornare alla musica. Sembrava essersi persa, come lei stessa ha ammesso nella nostra intervista, e aveva bisogno di riappropriarsi della sua identità di cantante. Quando tutto sembrava in ombra, però, è arrivato “Un giorno di sole”: un titolo per niente casuale, dunque, quello del nuovo album in studio di Chiara. L’album vede la cantante padovana ripartire con una rinnovata energia e mettere a frutto tutte le esperienza fatte dalla vittoria ad X Factor ad oggi, inaugurando una nuova fase della sua vita artistica e personale.

“Un giorno di sole” è stato prodotto da Fabrizio Ferraguzzo, musicista e braccio destro di Brando (all’anagrafe Orazio Grillo), e contiene undici brani tra cui il primo singolo, dal titolo omonimo, scritto da Daniele Magro: si tratta di un disco intorno al quale, nel corso di questi mesi, si sono create aspettative, legittimate dalla buona riuscita del primo album in studio della cantante, un disco ricco di spunti interessanti che, se coltivati, avrebbero potuto dare ottimi frutti (si pensi alle sonorità minimal di “Artigli”, a quelle “tanghesche” e sporcate di elettronica de “Il futuro che sarà” o a quelle funky di “Quello che non sa”).

Anziché esplorare quegli spunti, tuttavia, Chiara e il suo team di lavoro hanno deciso di lavorare ad un disco più pop, in cui a farla da padrone sono ritornelli immediati e orecchiabili, testi dalle rime facili (un esempio: “Il buio non è niente, sono solo luci spente”, da “Il rimedio la vita e la cura”) e sonorità che strizzano l’occhio al pop d’oltremanica. Se da un lato, dunque, l’album si presenta come un disco decisamente a passo con i tempi, contemporaneamente Chiara sembra fare un passo indietro rispetto alle scelte stilisticamente più “alte” di “Un posto nel mondo”.
L’ascolto del secondo album in studio di Chiara si apre con la title track “Un giorno di sole”, brano scritto da Daniele Magro e caratterizzato da un discreto contrasto tra la musica (dal mood sixties, che tende alla spensieratezza) e il testo (che, in un misto di sofferenza e di amarezza, parla della fine di una storia d’amore), e prosegue con “Siamo adesso” di Pacifico (Chiara ne ha scritto la musica, insieme a Fabio Campedelli e a Emiliano Cecere), in cui la voce della cantante è completamente al servizio della canzone. Uno degli episodi migliori del disco è la ballad “Il rimedio la vita e la cura”, dal ritmo ternario, in cui la voce di Chiara si fa cristallina, soave, e riesce a dare il meglio di sé. Le atmosfere si fanno più movimentate in “Che valore dai”, brano scritto da Dario Faini e Antonio Di Martino in cui la Galiazzo sperimenta un modo di cantare più ritmico, e nel mix tra tradizione e elettronica de “La vita è da vivere”. In “Nomade” e in “Ruba l’amore”, con la voce della cantante che viene affiancata da alcune chitarre e dal ritmo della grancassa, si respirano atmosfere musicali molto vicine alla musica folk. Firmata da Virginio Simonelli, la ballad “Qualcosa resta sempre” funge da ideale epilogo del percorso intrapreso da Chiara con questo suo nuovo disco e, con la centralità data alla bella voce della cantante, rappresenta uno degli episodi migliori di “Un giorno di sole”.

Il risultato finale è un disco che convince solo per metà: se da un lato, infatti, Chiara sembra aver trovato un suo equilibrio, sia a livello vocale che a livello di personaggio e di personalità (ponendosi anche in modo più maturo rispetto a qualche mese fa), al tempo stesso pare aver dato alla luce un disco che non mette del tutto in luce le sue qualità artistiche, cimentandosi con un repertorio che – nella maggior parte dei brani che compongono la tracklist di “Un giorno di sole” – non si rivela all’altezza delle sue capacità e del suo notevole talento.

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