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Stati che non esistono, ma ci sono

Stati che non esistono, ma ci sono

Stati che non esistono, ma ci sono

Il venire meno progressivo della forza politica degli Stati Uniti sta inducendo molti sconvolgimenti nel panorama mondiale, con molti cambi anche di confini. Accanto a vecchi stati non riconosciuti dovuti al clima successivo alla fine dell’Urss, se ne aggiungono altri dovuti a guerre, che nessuno cerca di scongiurare.

La Palestina è il simbolo degli stati non riconosciuti.Un popolo che vivie all’interno di uno Stato non suo. Quando si parla di uno stato palestinese si vanno sempre a considerare fatti accaduti dal secondo dopo guerra ad oggi; ma io credo che forse sarebbe meglio pensare solo al futuro e creare e poi riconoscere questo nuovo Stato.

La Transinistria è un territorio della Moldova dove vive la popolazione più russofona. Si è reso indipendente dal 1990. Nel 2014 a seguito dei fatti di Crimea, ha chiesto l’annessione del proprio territorio alla Russia.

Abcasia e Ossezia del Sud sono due territori della Georgia entrambi resesi indipendenti (nel 1992 e nel 1991) ed entrambi riconosciuti da pochi Stati.

Il Nagorno Karabakh si è autoproclamato Stato  dall’Azerbaigian nel 1992. Anche qui mancano dei riconosciumenti internazionali.

Saharawi o Sahara occidentale è l’ex colonia spagnola confinante con il Marocco, che ques’ultimo si è autoannesso. Il Fronte Polisario, però continau a lottare per la sua indipendenza.

Il Kosovo distaccatosi dalla Serbia nel 2008 non è ancora riconosciuto dalla maggior parte degli Stati, anche se tra quei pochi che riconoscono questo nuovo stato ci sono gran parte degli stati Ue, Canada, Usa e Australia.

Puntland e Somaliland sono due Stati che ci sono resi indipendenti dalla Somalia; ma che a loro volta non si riconoscono e anzi sono in conflitto tra loro per porzioni di territorio.

Azawad, nuovo Stato formatosi nel 2012 da islamisti scissosi dal Mali. Non riconosciuto da alcuno Stato.

Isis è il califfato sunnita che si è formato pochi mesi fa all’interno dei territori della Siria e dell’Iraq.

Tutto questo fiorire di rivendicazioni di nuovi Stati non può che far presagire a una nuova guerra mondiale.

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