Parlamento

Riforma della Costituzione approvata in prima lettura

Riforma della Costituzione approvata in prima lettura

Anna Finocchiaro e Maria Elena Boschi

L’8 agosto si è votata la riforma costituzionale in prima lettura al Senato evitando di votare con la tagliola tutti gli emendamenti fino ad allora non votati (erano più di 7.800). Per cercare di finire nei tempi e sfoltire gli emendamenti-doppioni si sono seguite varie procedure. Il «Canguro», applicato in Senato da Grasso, consiste in una prassi già usata di votare gli emendamenti. Vengono raggruppati non solo quelli uguali, ma anche quelli di contenuto analogo: una volta approvato o bocciato il primo, decadono tutti gli altri. La «tagliola» è in gergo il nome del contingentamento dei tempi: a ciascun gruppo viene assegnato un certo numero di ore di interventi. Una volta terminata la propria quota di tempo i parlamentari del gruppo non possono più parlare ma solo votare. Con «ghigliottina» si intende invece un termine perentorio entro il quale votare un provvedimento. Giunti a quel termine (un giorno preciso e una ora precisa) si procede senza altro indugio al voto finale. L’8 agosto, appunto.

La riforma costituzionale del bicameralismo e del titolo V, che porta le firme di Maria Elena Boschi e Matteo Renzi, incassa 183 sì a Palazzo Madama. Con non poca fatica, dopo due settimane di sedute fiume, una maggioranza allargata formata dagli alleati di governo e da Forza Italia, che numericamente risulta decisiva, dà il primo via libera al testo che trasforma il Senato in una camera non elettiva composta da cento consiglieri regionali e sindaci, senza potere di fiducia verso il governo. «Nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi», esulta il premier Renzi. Ma il fronte trasversale degli oppositori della riforma fa sentire il suo peso. M5S e Lega pronunciano parole di fuoco ed escono dall’Aula. Sel, 16 «dissidenti» Pd e 13 «frondisti» FI non partecipano al voto. La Boschi comunque ha annunciato che anche se la legge con la seconda lettura fosse votata da due terzi del parlamento chiederebbero comunque un referendum confermativo (anche se non necessario).

“E’ il primo segnale importante della voglia di cambiare il Paese ed è la capacità di rispettare gli impegni presi con i cittadini”. Così il ministro Maria Elena Boschi, dopo il via libera alla riforma del Senato, a chi gli chiede se ora il cammino delle riforme è più semplice. “Siamo riusciti ad approvare la riforma e entro la pausa estiva. Anche in un momento complicato non è venuta meno la determinazione. Ora facciamo qualche giorno di vacanza e poi a settembre riprendiamo con la legge elettorale, sapendo che con l’accordo di tutti i partiti che sostengono la riforma sarà possibile qualche modifica al testo della Camera”. Poi esprime “un ringraziamento per l’ equilibrio” dimostrato al “presidente Grasso, che credo che abbia sempre cercato di mantenere l’imparzialità e il ruolo di garanzia in quest’aula”.

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