Altri partiti

L’evoluzione dei 5stelle

Luigi Di Maio e Federico Pizzarotti

Luigi Di Maio e Federico Pizzarotti

Ci sono stati periodi ben marcati nell’evoluzione del Movimento 5 Stelle e ognuno di essi ha portato il partito ad avere comportamenti ben diversi. Ad esempio il gruppo pre 2009 era costituito dal solo Grillo che dal suo blog dialogava con i suoi fan sulla società (l’argomento preferito erano le multinazionali che vendevano sia fertilizzanti, che medicinali). Poi c’è stato l’ingresso di GianRoberto Casaleggio (stappato all’Idv di Antonio di Pietro) e il contemporaneo rifiuto del Pd di far candidare Grillo come segretario del partito. Tra il 2009 e il 2012 il gruppo su internet si fa movimento e inizia a riempire le piazze. Proprio nel 2009, (l’anno del maggior successo Idv, 8% alle europee), il M5s cambia marcia e decide di fare l’Opa sul partito di Di Pietro e di porsi sempre più come partito al di fuori dei palazzi. Il motto era che il loro arrivo avrebbe spazzato via tutti quelli che avevano comandato fino ad allora e che gli italiani avrebbe posto al comando del governo il partito di Grillo, che avrebbe dovuto farla risollevare dalle macerie di chi ci è stato prima di loro. Nel 2012 la loro prima grande occasione alle amministrative: la vittoria al ballottaggio alle elezioni per il sindaco di Parma, che incoronano Federico Pizzarotti, porta definitivamente il M5S alla ribalta nazionale e i politici degli altri partiti iniziano a credere davvero che il partito di Grillo possasommergerli sull’onda dello scontento popolare. Il 2013 è l’anno delle elezioni politiche e per i 5 stelle è segnato dall’ingresso nel palazzo, ma anche dalla scoperta che la loro intransigenza nelle scelte e il loro rifiuto nel collaborare con gli altri partiti nel fare le riforme alla lunga ha ibernato sia i loro parlamentari in Parlamento (che sono diventati ininfluenti); sia i loro consensi elettorali (che hanno smesso di crescere perchè i loro elettori si aspettavano che loro portassero il cambiamento, non che lo impedissero).

Il 2014 per il Movimento 5 Stelle inizia il 26 maggio; cioè un giorno dopo quelle elezioni europee che li hanno visti (seppur secondi classificati) quasi venti punti percentuali sotto il Pd. Segno che la loro intransigenza andava messa, almeno parzialmente, da parte e i loro deputati non potevano più limitarsi solo a fare ostruzionismo. L’occasione viene data al M5S dalla riforma della nuova legge elettorale e nel suo blog Beppe Grillo annuncia che loro vogliono trattare con il Pd. Il Pd è sorpreso; ma accetta il confronto e non fidandosi fa sua un arma dei 5 Stelle richiedendo che tutti gli incontri che verranno fatti siano in streaming. Fin dal primo incontro il capodelegazione dei pentastellati è il vice presidente della Camera Luigi Di Maio. I due partiti si studiano e riscono a levigare alcune spigolature reciproche. Al termine del primo incontro la promessa reciproca è quella di rivedersi di li a pochi giorni; ma così non andrà. Per il Pd è necessario che la riforma sia tra tutti i partiti del parlamento e per questo cerca di collaborare anche con il M5S; per questi ultimi invece ogni testo deve arrivare senza il consenso del partito di Berlusconi (in quanto condannato). Un secondo incontro viene fissato, ma poche ore prima che si svolga viene annullato dal Pd in quanto a loro dire il M5S non ha risposto per iscritto ai dieci questiti posti loro, che erano importanti per avviare un confronto. E’ un’ennessima prova che se anche i due partiti cercano di collaborare tra di loro non si fidano proprio l’uno dell’altro. La delegazione dei pentastellati al secondo incontro fa comunque una conferenza stampa in cui si dice delusa dal comportamento del Pd, parla dei punti in questione e si dice disponibile a organizzare un nuovo incontro. Il giorno dopo quei dieci si (seppur con riserva) vengono scritti nero su bianco dal M5S. La tregua dura poco perchè Grillo dal suo blog riprende a insultare il Pd. I retroscena vogliono che Luigi Di Maio abbia convinto Gianroberto Casaleggio ad intervenire per frenare Grillo. Poche ore dopo quel post di insulti; sullo stesso blog ne comprare un’altro firmato sempre da Grillo che riapre al dialogo. Nel frattempo nasce una discussione all’interno del M5S tutta attorno a Luigi Di Maio. Di Maio è infatti accusato di aver agito senza il permesso della base e sopratutto, accusato dai più oltranzisti all’interno del movimento, di voler trattare col Pd. Sembra che Di Maio abbia interceduto presso il duo Grillo-Casaleggio anche perchè il sindaco di Parma Federico Pizzarotti fosse riammesso pienamente nel partito (e nel blog) e smettesse di essere considerato un nemico in casa. I giorni passano, un’altro incontro dei due partiti sembra essere all’orizzonte e per placare ogni agitazione si è deciso che al prossimo incontro anche Grillo faccia parte della delegazione e che qualcunque decisione venga presa durante le trattative, verrà comunque posta all’approvazione della base.

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