La campagna elettorale degli insulti

Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo.
Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo.
Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Si sta svolgendo l’ennesima campagna elettorale fatta di insulti, ma con pochissimi contenuti. Mentre nelle ultime settimane tutti erano intenti a commentare le gesta di Renzi alle prese con l’attività di governo, negli ultimi giorni tutti attaccano tutti. A sprescindere da quello che dicono sono proprio i toni a lasciare perplessi. Ma d’altronde tutte le campagne elettorali di questa seconda repubblica sono state così.

I maggiori protagonisti di questa parentesi sono i leader dei tre maggiori partiti: Matteo Renzi, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. “Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi ormai uniti dal bullismo politico” dichiara il politologo Gianfranco Pasquino.

Matteo Renzi ha dovuto difendere il jobs act dai sindacati. Susanna Camusso gli ha detto che è anti-democratico per non essere andato al congresso della Cgil e per non voler applicare la concertazione. Lui ha ribattuto che i sindacati non possono pensare di bloccare le riforme se c’è qualcosa che a loro non va. Anzi, dovrebbero stringere la cinghia anche loro, come stanno facendo i politici. “Dove è stata la Cgil in questi anni quando la disoccupazione saliva dal 7 al 13%”? Ma ne ha anche per i due principali avversari: “E’ un derby tra sciacalli (grillini) e gufi (berluscones, ma anche minoranza pd)”.

Beppe Grillo, invece attacca sopratutto il Pd; tenendo conto che Forza Italia è in forte difficoltà. Le uniche volte che nomina Berlusconi è per ricordare che Renzi ci sta facendo le riforme insieme. Riforme che lui boccia, si intende! Di Renzi, in conpenso dice di tutto. In visita a Piombino ha parabonato tutto il Pd a peste rossa e ha criticato Renzi per non aver preso iniziative tempestive nella finalòe di Coppia Italia nonostante fosse in tribuna. Grillo prevede di stravincere queste europee (i sondaggi non gli danno e ragione) e subito dopo andare alle elezioni (stravincendo anche quelle) e  mandare Napolitano in casa di cura.

Silvio Berlusconi vede Grillo come Hitler; mentre per Renzi c’è odio-amore. Berlusconi dice di Renzi che lo avrebbe voluto con se, ma che governerà male e che costringerò Forza Italia a rientrare al governo per il bene dell’Italia. Offerta ovviamente non accettata sia dall’Ncd, che dallo stesso Pd.

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