Giustizia

Secessione veneta, arrestati gli indipendentisti

Il carro armato degli estremisti veneti

Il carro armato degli estremisti veneti

Sono state arrestate 24 persone con l’accusa di tentativo di sovvertimento dell’ordine democratico e costituzionale. Tra gli arrestati ci sono anche Lucio Chiavegato, portavoce del “Coordinamento 9 Dicembre”, considerato anche l’ala moderata dei forconi; Franco Rocchetta, fondatore della Liga Veneta e molti altri.

E’ stato sequestrato anche un carro armato. Il “varo” era stato festeggiato il 7 ottobre 2012, quando il “Tanko” era stato presentato da Giancarlo Orini che con un discorso celebrava la nascita del carro armato con cui l’Alleanza, gruppo che da sempre professa la secessione del Veneto, aveva deciso di entra a Piazza San Marco per occuparla.

Il mezzo pesante, ritrovato dai Ros dei Carabinieri presso il Casale di Scodosia, nel padovano, in cui il gruppo aveva collocato la base operativa, altro non è che un trattore trasformato in un mezzo corazzato e dotato di un cannoncino da 12 millimetri che avrebbe dovuto sparare biglie di acciaio, testimoniando l’offensività del mezzo blindato una volta armato. Il Tanko, a differenza del ’97, questa volta poteva sparare davvero e la pala cingolata Fiataallis modello Fl 20 blindata e armata, era già stata testata con spari a salve nel capannone di Casale di Scodosia, chiamato Arsenale.

L’obiettivo era quello di creare un nuovo «Stato regionale», «a regime almeno provvisoriamente autoritario e con un governo autoproclamato del tutto privo di legittimazione democratica». La leggittimazione, in realtà, dicono loro, sarebbe venuta dal referendum on line che solo pochi giorni fa ha decretato la voglia dei veneti di separarsi dall’Italia. Due milioni di voti è stato annunciato; ma analizzando il traffico dei dati sembra che non ci sia stata nessuna «secessione da clic». Secondo i dati di quattro contatori (Trafficestimate, Calcusta, Semrush e Alexa), che monitorano il traffico in entrata e in uscita in un sito, la media degli accessi quotidiana a Plebiscito.eu è stata di 22,5 mila. Moltiplicando il dato per i sei giorni di voto online si arriva a 135 mila. Cifra che si discosta dagli oltre 2 milioni di voti «ufficiali», il 63 per cento degli aventi diritto in regione. C’è di più. Dall’analisi dei flussi si è scoperto, come riportato il Corriere del Veneto, che un elettore su 10 si sarebbe collegato dal Cile. Numerosi sarebbero anche gli accessi anche da Germania, Spagna e Serbia.

Sembra escluso il coinvolgimento della Lega Nord nella vicenda. Il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno precisa: «Non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la Lega Nord». Anzi, si tratta di uomini e donne che con il Carroccio «avevano avuto contrasti» perché ritenevano quella dei leghisti una linea troppo morbida.

Nonostante tutto, la Lega Nord si è schierata tutta a difesa degli arrestati e ha organizzato una manifestazione ieri a Verona. Unica personalità a favore negli altri partiti è Daniela Santanchè che crede che la reazioni giudiziaria è stata sproporzionata. Gli altri partiti la pensano diversamente e sia il Pd, che Forza Italia hanno bollato come deliri quelli di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che ha affermato di sostenere i secessionisti. Il segretario leghista ha affermato che se “i 24 arrestati non vengono liberati, li andranno a liberare loro“.

Io credo che il fatto che qualcuno contesti l`azione della magistratura anche dopo il ritrovamento di un carro armato, sia sintomo di una grave crisi di democrazia che l’Italia sta attraversando.

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