Centrodestra

I guai giudiziari del Nuovo Centrodestra

I guai giudiziari del Nuovo Centrodestra

Giuseppe Scopelliti

Il Nuovo Centrodestra è il partito che si è scisso dal Pdl/Forza Italia quando il partito di Berlusconi ha deciso di passare all’opposizione e non sostenere più il governo Letta. Nel fare questa faticosa manovra (anche dal punto di vista di chi delle proprie fortune politiche doveva ringraziare totalmente proprio chi abbandonava) Alfano e i suoi contavano anche di rappresentare una destra più credibile e scevra da pendende giudiziarie.

Non sarà fatto a posta, ma da quel momento (Berlusconi a parte) le grande giudiziarie sono finite per Forza Italia e si sono abbattute come non mai sul Nuovo Centrodestra.

Ultima quella di Giuseppe Scoppelliti, appena dimessosi da governatore della Regione Calabria, reo di aver falsificato dei bilanci quando era sindaco di Reggio Calabria. La legge Severino gli vieterebbe di candidarsi da indagato nei confini nazionali; ma l’essersi dimesso prima che la legge scattasse sembra apra per lui la porta della ricandidatura alla Regione. Inoltre la stessa Legge vieta la candidatura in Europa solo con sentenza in giudicato, per cui anche quella resterebbe un’opzione per l’ex governatore.

Restando sempre ad ex governatori, c’è da consuiderare il caso di Roberto Formigoni. Indagatissimo, ma mai condannato. L’ultima accusa è quella, solo pochi giorni fa, di corruzione nell’ambito del procedimento con al centro la realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). Secondo l’accusa, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input di Formigoni.

Recente è anche il caso di Nunzia De Girolamo, all’epoca ministro dell’agricoltura, accusata di corruzione ai tempi in cui era, però solo una parlamentare del Pdl. Allo stato delle cose risulta ancora indagata; ma ha rimediato la perdita del ministero con la presidenza dle gruppo Ncd alla Camera.

Insomma per Angelino Alfano e il suo partito la strada sembra davvero in salita: non solo non riesce a strappare i consenti sperati a Forza Italia; ma nemmeno ad avere quell’aurea di legalità che doveva essere il vero pressupposto della scissione dal partito berlusconiano. L’ultima prova d’appello sono le europee. Se non dovesse andare bene tempo il rompete le righe come e più che in Futuro e Libertà.

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