Il primo insuccesso di Renzi: le correnti Pd esistono ancora!

Il primo insuccesso di Renzi le correnti Pd esistono ancoraNelle scorse settimane ho analizzato il fronte esterno del Pd; cioè l’attività governativa di Renzi e le riforme che ha messo in campo e allo stesso tempo la reazione che il gruppo parlamentare Pd (unico organismo Pd non a maggioranza renziana) ha avuto. Ora, mi spingo ad analizzare il fronte interno: cioè come è cambiato il partito da quell’8 dicembre in cui Renzi è diventato segretario.

La prima cosa che ha sostenuto Renzi (“Le correnti con la mia elezioni cesseranno di esistere”) è stata, per ora, anche la sua più grande sconfitta. Le correnti non solo ci sono; ma sono numerose e sono tutt’ora in fase di trasformazione.

La prima corrente è proprio quella dei renziani e a loro si è affidato il segretario premier Nelle scelte più difficili: a partire da quelli come Graziano Delrio e Luca Lotti che lo hanno seguito al governo a quelli come Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini che nominati vice segretari avranno il compito di reggere il partito in sue veci.

Dall’inizio alleato con Renzi c’è anche Dario Franceschini, che è stato determinante nella prima parte delle primarie, quelle tenute cioè ad esclusiva delle sezioni di partito. I franceschiniani sono parte integrante della maggioranza del partito e ne dividono sorti e scelte sia al governo, che nel partito. Faccio notare che la collaborazione tra Franceschini e Renzi dura da ben più tempo di quello che sembra. Renzi, infatti, fu un sostenitore di Franceschini quando si candidò alla segrereria ed entrambi lo furono con Walter Veltroni (che infatti appoggiò entrambi). Anche la Serracchiani fa parte di questo gruppetto visto che ha sempre sostenuto tutti e tre e non solo alle candidature per la segreteria.

In avvicinamento ci sono i giovani turchi e la corrente cuperliandalemiana. I giovani turchi capitanati dal ministro Andrea Orlando e da Matteo Orfini, forse perchè composta tutta da elementi di recente generazione ha deciso di non mettersi sulle barricate e di contribuire al governo. La corrente di Gianni Cuperlo (ereditata da Massimo D’Alema e sui cui quest’ultimo ha ancora molta influenza) dopo aver perso la leadership dell’opposizione interna si sta avvicinando anch’essa alla maggioranza interna.

Il gruppo civatiano (di Giuseppe Civati) è un monolite. Da sempre contro tutti. Contro a prescindere e senza la forza di diventare maggiotranza a sua volta. Chi non sa lottare spinge questa corrente a fare una scissione (se Renzi dopo le primarie del 2012 avesse accettato gli stessi consigli la storia sarebbe cambiata); Civati desiste e per ora resiste.

Il più grande cambiamento sembra la fusione (non si sa se duratura o a tempo) delle due correnti che hanno deciso (per motivi evidenti) di fare una dura guerra interna al renzismo e a tutto quello che ne deriva: sono le correnti dei lettiani e dei bersaniani. A guidare questa nuova corrente dovrebbero essere l’ex segretario (definito fino all’ultimo di garanzia) Guglielmo Epifani e l’attuale capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Allo stesso gruppo si aggiungerebbero anche figure nettamente contro il segretario che finora si erano auto-isolate come Rosy Bindi e Anna Finocchiaro.

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