Parlamento

Caos a cinque stelle

Caos a cinque stelle

Caos a cinque stelle

Il comportamento parlamentare del gruppo del Movimento 5 Stelle è da studiare. Sono entrati in Parlamento dicendo che tutti gli altri partiti erano moribondi e che in tanti anni non hanno voluto fare nessuna riforma; poi quando un leader politico (Matteo Renzi) avvia le riforme ed è quasi al traguardo dell’approvazione della legge elettorale; loro non solo si rifiutano di partecipare a comporla (la legge elettorale rappresenta le regole a cui si devono tutti sottoporre e quindi è logico che venga approvata sia dalla maggioranza che dall’opposizione), ma iniziano a fare un ostuzionismo che ha il solo scopo di fare piongare tutto il Parlamento nel caos.

Tutto inizia con l’approvazione del ddl Imu-Bankitalia. Pecca del governo è quella di aver aspettato fino all’ultimo per l’approvazione e di aver messo nello stesso decreto legge due cose che poco c’entravano tra loro. Detto quello se fosse passato il termine sarebbe decaduto automaticamente il decreto e a questo obiettivo miravano i pentastellati, visto che non avevano assolutamente i numeri per far bocciare il ddl. Così la presidente della Camera Laura Boldrini è stata costretta a calare per la prima volta nella storia del Parlamento una “tagliola” che ha azzerato tutti gli interventi da fare (134 solo di Sel, il suo partito) e ha fatto in modo che si giungesse subito alla votazione finale. Cercando di bloccare le risse inescate dai grillini il questore Stefano Dambruoso di Scelta Civica ha dato una manata a Loredana Lupo, deputata pentastellata. Polemiche a non finire.

Non contento il M5S ha subito dopo bloccato i lavori in commissione Affari Costituzionali dove si approvava la legge elettorale e dove si svava votando la legge prima di farla passare in aula. Ebbene, quella votazione si è svolta in condizioni scandalose con i pentastellati che cercavano di occupare la commissioni, ma che non sono riusciti ad evitare il voto. Ma Alessandro Di Battista  è riuscito a far annullare la conferenza stampa del capogruppo Pd Roberto Speranza sovrapponendosi, occupando la postazione e facendo finta che il primo lo volesse malmenare. Sempre Alessandro Battista è stato protagonista di un intervista a La7 nel programma di Daria Bignardi “Le invasioni barbariche”. La conduttrice, notoriamente, non si accontenta di fare domande legate all’attualità, ma si prepara sui personaggi che uintervistra leggendo gli eventuali libri che hanno scritto e documentandosi sulla loro storia passata e a volte buttandola anche sul faceto.  A Di Battista la conduttrice ha chiesto conto del padre che si è dichiarato fascista e della sua esperienza di figlio in un periodo in cui i fascisti erano (giustamente) emarginati. Lui si è limitato a rispondere che con le storie di tanti anni prima lui non c’entra nulla. Dopo la trasmissione  tutto il M5S è partito con attacchi alla Bignardi e su come si sente ad essere nuora di Adriano Sofri. Attacchi anche piovuti su Corrado Augias per aver criticato l’uso di internet del partito di Grillo. Ma gli attacchi maggiori sono arrivati a Laura Boldrini, rea non solo di aver mal gestito i lavori in aula (per i pentastellati ovviamente), ma anche di aver dichiarato durante un intervista a Fabio Fazio nella trasmissione di Raitre “Che tempo che fa”, che i grillini usano il web per fare del “pestaggio meditico” contro le persone che non li assecondano.

Si segnala infine un separietto tra Grillo e Renzi. Mentre Beppe Grillo dichiara per l’ennesima volta che è in atto un golpe nelle istituzioni e che loro stanno difebndendo la democrazia; Matteo Renzi lo ridicolizza dicendo “Beppe Grillo ha detto che è in corso un colpo di stato. Mi pare sia il tredicesimo dall’inizio del 2014. Fate attenzione, mi raccomando“.

Il M5S rispondono ponendo sotto impeachment Giorgio Napolitano (che risponde “che la procedura vada avanti”) e pensando di fare la stessa cosa per Laura Boldrini.

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