Governo

Governo Letta: decimo mese (ultimo)

Enrico Letta si dimette

Enrico Letta

È scattata la “ghigliottina” sul decreto Imu-Bankitalia che rischiava di non essere convertito in legge per l’ostruzionismo del Movimento Cinque Stelle. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha preso la decisione per evitare la decadenza del decreto (che scadeva alle 23,59 di stanotte). Subito dopo l’Aula della Camera ha votato il via libera definitivo al provvedimento: i sì sono stati 236, i no 209. Confermato dunque lo stop alla seconda rata Imu 2013.

Da tempo in molti sono infastiditi per il fatto che Matteo Renzi pur essendo il segretario del maggior partito di governo, allo stesso tempo osi criticare i suoi provvedimenti e tratti il premier come se non fosse del suo partito. In realtà è chiaro a tutti che Letta e Renzi hanno un’idea diversa del Pd; ma allo stesso tempo Matteo Renzi ha chiarito che non ha nessuna intenzione di prendere il posto di Letta (anche perchè vuole restare sinbdaco di Firenze), ma non vuole nemmeno perdere tempo o pasticciare come il governo ha fatto finora. Renzi continuam dire ripetutamente che se Letta procede con le riforme può arrivare anche al termine della legislatura.  Ma sia dal partito, che dalla maggioranza vogliono per lo meno che Renzi indichi “dei suoi uomini” come nuovi ministri in un rimpasto di governo in modo che anche lui sia responsabile dell’azione di governo.

L’Aula della Camera ha votato la fiducia sul decreto Svuota Carceri. I sì sono stati 347, mentre 200 sono risultati i voti contrari. L’Assemblea di Montecitorio passerà all’esame degli ordini del giorno presentati, di cui 106 dal Movimento 5 Stelle. Bagarre in Aula ll dibattito sulla fiducia ha trasformato di nuovo l’aula di Montecitorio in un caos. Durante le dichiarazioni di voto, il deputato della Lega Gianluca Buonanno ha esibito un paio di manette e le ha messe sul banco del governo davanti al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. A quel punto la seduta è stata sospesa momentaneamente. Poi la “protesta silenziosa” Dopo l’esibizione in Aula delle manette, Carroccio e 5 Stelle hanno messo in atto una protesta silenziosa ma “visiva”. Nello sfilare sotto i banchi della presidenza di Montecitorio, i deputati leghisti hanno mostrato dei cartelli con su scritto “No al libera-mafiosi”, con cui hanno soprannominato il decreto contenente misure urgenti in tema di tutela dei diritti dei detenuti e riduzione controllata della popolazione carceraria. I grillini, invece, hanno sfilato alzando in alto con le mani il regolamento della Camera. Nelle aule del parlamento si erano visti agitare cappi, mangiare fette di mortadella, mostrare sacchi dell’immondizia, usare megafoni e perfino volare pappagallini; ma mai si era arrivati a vedere sventolare le manette, come ha fatto Buonanno.

Il Pd sta con Renzi. La direzione del partito approva la relazione del segretario. 136 sì, 16 no e due astenuti. I lettiani non hanno partecipato al voto. Il premier Enrico Letta, appreso l’esito, ha rassegnato le dimissioni al capo dello Stato Giorgio Napolitano, giungendo al Colle alle 13. Poco dopo mezzogiorno, si è concluso l’ultimo Cdm presieduto da Letta. ”Nuovo governo per uscire dalla palude” ”Siamo davanti a un bivio: da un lato le elezioni, dall’altro la possibilità di trasformare questa legislatura in una legislatura costituente, non si può più stare nel mezzo”. Il segretario Matteo Renzi esordisce così alla direzione del partito. Ringrazia Enrico Letta per il ”lavoro di servizio per il Paese svolto sin qui”, ma invoca ”una nuova fase, con un nuovo governo di legislatura, per fare le riforme”. Secondo il sindaco di Firenze, ci sono difficoltà oggettive per elezioni anticipate, prima fra tutte la legge elettorale. Pertanto, ”per cambiare verso” alla politica italiana, occorre un nuovo esecutivo. Ed è questa la strada che Renzi sottopone alla direzione del partito. ”Chi fa politica ha il dovere di rischiare, ma dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che sta accadendo” dice Renzi. ”Occorre un governo in grado di cambiare le cose, di riformare le istituzioni, di rilanciare l’economia” afferma il segretario. ”O il Pd ha un ruolo forte, o il cambiamento si realizza solo a parole”.  ”Obiettivo 2018 per riforme” ”La scelta di “nuovo governo è una scelta azzardata, ma può avere senso se hai il coraggio di dire l’obiettivo è il 2018 con riforme elettorali, costituzionali ed il tentativo di cambiare le regole”.

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