Economia

Cdm approva decreto Milleproroghe

Cdm approva decreto Milleproroghe

Cdm approva decreto Milleproroghe

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto ‘milleproroghe’. La riunione è durata circa un’ora e mezza. Il pasticcio del salva Roma, con lo stop imposto alla vigilia di Natale dal capo dello Stato al governo, ha spostato l’attenzione dell’esecutivo su questo provvedimento. Sempre nella riunione odierna, il governo ha approvato una riorganizzazione dei fondi europei – che altrimenti sarebbero andati persi – per oltre sei miliardi di euro.

I contenuti del milleproroghe. Il presidente del Consiglio Enrico Letta, nel corso della conferenza stampa, ha chiarito che “il decreto è costruito con le proroghe essenziali, e accanto a questo si sono prese le norme essenziali del dl Salva Roma che abbiamo deciso di non portare a termine in Parlamento per l’eterogeneità che era venuta fuori”. Tra queste, “la materia fiscale, che ha a che fare col bilancio di Roma, e gli affitti d’oro”, ha spiegato Letta rimandando per i dettagli alla pubblicazione del comunicato ufficiale.

Tra le misure più importanti, sfratti sospesi per sei mesi, ma non per tutti – solo per chi ha reddito familiare sotto i 21.000 euro, malati, anziani o disabili in famiglia – e poi il rinvio della web tax, la norma introdotta nella legge di Stabilità che non è ancora entrata in vigore ed è stata già posticipata al primo luglio. A Roma vengono assegnati i 115 milioni per i debiti precedenti al 2008 e 20 milioni per la raccolta differenziata. Inoltre è stata prorogata la norma antitrust che vieta la partecipazione nelle imprese editrici di giornali quotidiani a chi esercita l’attività televisiva in ambito nazionale. Il divieto sarebbe scaduto il 31 dicembre.

Salvati i fondi Ue. Il Consiglio dei ministri, ha precisato il premier, oltre al decreto proroghe di fine anno ha affrontato “la ripartizione dei fondi strutturali europei che rischiavano di non essere utilizzati per l’esercizio 2007-2013”. Si tratta di una riallocazione di fondi, ha sottolineato, per 6 miliardi e 200 milioni. Risorse con cui il governo finanzierà il sostegno alle imprese, misure in favore dell’occupazione, il contrasto alla povertà e le economie locali.

Il pasticcio salva Roma. Il ritiro della norma sulla Capitale, che era diventata di fatto un omnibus, è stato deciso dopo un incontro tra il premier e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il capo dello Stato aveva espresso forti perplessità, ribadite anche oggi in una lettera allo stesso Letta, alla Camera e al Senato, su come il testo del decreto risultasse molto diverso da quello iniziale da lui firmato a causa dell’accoglimento di ripetuti emendamenti. La decisione ha quindi comportato un travaso di norme urgenti nell’altro decreto di fine anno chiamato a recuperare le situazioni indifferibili. “Anche questa vicenda – ha commentato oggi Letta – dimostra in modo ancora più evidente come sia essenziale riformare il processo legislativo. E’ uno stimolo in più per fare le riforme nel 2014”.

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