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Governo Letta: settimo mese

Governo Letta: settimo mese

Anna Maria Cancellieri

Anna Maria Cancellieri è stata accusata, nella sua qualità di ministro della giustizia, di aver interceduto per far scarcerare Giulia Ligresti e porla agli arresti domiciliari. Lei si difende dicendo di essersi comportata in questo modo in almeno altri cento casi e comunque rivendica di essere una “persona umana”. Enrico Letta la difende ed è fiducioso del chiarimento in Parlamento. Nello specifico la Cancellieri dichiara che queste accuse sono un attacco politico perché “ci sono persone che hanno motivi di rancore nei miei confronti, perché ho sciolto comuni per mafia e fatto pulizia negli enti corrotti. Continuano a dire che sono intervenuta sui magistrati, ma non è vero, basta sentire Caselli. Non c’è serenità nel valutare i fatti, s’infanga una persona senza pensarci”.  Si difende anche sul fatto che la sua azione per la Ligresti sarebbe della stessa natura di quella che Berlusconi fece con “Ruby” facendola scarcerare dichiarando che era la nipote di Mubarack. Lei al proposito dichiara: “C’è una bella differenza – dice – io sono il responsabile diretto della vita dei carcerati, mi sono mossa per il rischio di un suicidio. Quella di Berlusconi era un’altra cosa”.

Ddl Scuola è legge. Welfare dello studente: 100 milioni per aumentare il Fondo per le borse di studio degli studenti universitari a partire dal 2014 e per gli anni successivi. Libri di testo: per l’anno in corso, sara’ possibile utilizzare libri di testo nelle edizioni precedenti, purche’ conformi alle Indicazioni Nazionali. Lotta alla dispersione: 15 milioni (3,6 per il 2013, 11,4 per il 2014) per la lotta alla dispersione scolastica in tutte le scuole di ogni ordine e grado.  Orientamento degli studenti: 6,6 milioni (1,6 per il 2013 e 5 per il 2014) per potenziare da subito l’orientamento degli studenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado.  Potenziamento dell’offerta formativa: 13,2 milioni (3,3 per il 2014 e 9,9 per il 2015) per potenziare l’insegnamento della geografia generale ed economica. Un’ora in piu’ negli istituti tecnici e professionali al biennio iniziale. Rafforzata l’alternanza scuola-lavoro: sara’ adottato un regolamento sui diritti e i doveri degli studenti dell’ultimo biennio della scuola di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione. Tutela della salute a scuola: ampliato il divieto di fumo a scuola: viene esteso anche alle aree all’aperto, ad esempio i cortili, che sono di pertinenza degli istituti.  Sigaretta elettronica – L’articolo 4 del provvedimento, oltre a vietare l’uso della sigaretta elettronica nei locali chiusi delle scuole, sopprime il secondo periodo del comma 10bis dell’articolo 51, Legge 16 gennaio 2003, n. 3 permettendone di fatto l’utilizzo in luoghi pubblici come bar, cinema e ristoranti.

Il Popolo delle libertà si è sciolto dopo soli quattro anni e mezzo di vita. Quel partito che era stato creato per unificare il centrodestra e su spinta della contemporanea formazione del Pd si è piano piano ridimensionato a forza di scissioni e si è infine ritrasformato in una delle sue componenti fondative: Forza Italia. Quella che però doveva essere una festa si è strasformata in una scissione.  Le cosiddette “colombe” del partito, infatti hanno deciso di formare il “Nuovo centrodestra”. I cinque ministri del Pdl (Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Gaetano Quaglieriello, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo) e con loro Roberto Formigoni, Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Renato Schifani e Eugenia Roccella hanno dichiarato di non aver nulla contro Siulvio Berlusconi e di considerarlo ancora il loro leader; ma di considerarsi il futuro e di voler salvare questo governo per il bene dell’Italia. In Forza Italia invece sono rimasti i “falchi” capitanati da Raffaele FittoDaniela Santanchè, Renato Brunetta, Daniele Capezzone e Dennis Verdini. C’è un gruppo di mezzo che ha preferito restare col partito, pur non avendo partecipato agli scontri: è quello che io definisco dei “poltronari”; cioè coloro che a prescindere dalla situazione avrebbero deciso di restare nel partito in cui era presente Berlusconi. E infatti in questo gruppo ci sono molte mancate colombe: Maristella Gelmini, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna, Laura Ravetto ecc.

Anna Maria Cancellieri è tornata in Parlamento per chiarire la sua condotta riguardo al caso Ligresti, dovendosi difendere, questa volta, da una mozione di sfiducia del Movimento 5 Stelle. Qui non si parla più solo della presunta scarcerazione di Giulia Ligresti, ma di tutta una serie di favori tra le due famiglie. Incomprensibile il comportamento di Letta che lega il destino del suo ministro a quello del governo. Perchè non l’ha fatto nel caso di Josefa Idem ad esempio? Il salvataggio del ministro Cancellieri è dipeso essenzialmente dal Partito Democratico. Matteo Renzi ha dichiarato che il ministro non ha più il prestigio necessario per ricoprire il ruolo di guardasigilli e che per questo doveva essere rimosso dall’incarico; Giuseppe Civati è andato anche oltre proponendo una seconda mozione di sfiducia contro il ministro (sarebbe stato intollerabile per il Pd votare quella del M5S). Ma Enrico Letta non è di questo avviso e decide di spendersi personalmente per il ministro dichiarando che un’eventuale sfiducia alla guardasigilli sarebbe stata considerata come una sfiducia a tutto l’esecutivo. Sconcertati di questa visione degli eventi Renzi e Civati hanno battuto in ritirata, ma non cambiato idea sugli avvenimenti. Ma oltre a Letta sopratutto Giorgio Napolitano sembra essersi speso per il salvataggio della Cancellieri, oltre per la considerazione e stima per il ministro, anche perchè non vuole innescare  un rimpasto dei ministri che unito alle recenti scissini di partiti in Parlamento può portare a una seria crisi del governo. Certo, che anche Guglielmo Epifani, solitamente equidistante e conciliante ha dichiarato senza mezzi termini che dopo questo episodio il governo è più debole.

Il Governo pone la fiducia sulla Legge di Stabilità 2014 presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, annuncia la sua contrarietà e passa all’opposizione. Il Nuovo Centro-Destra resta invece nella maggioranza. Dopo una lunga e convulsa seduta, in nottata l’aula di Palazzo Madama approva (con 162 sì e 115 no) il maxiemendamento e in seguito la nota di variazione del bilancio, deliberata dal Cdm all’alba.

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