Economia

Legge di stabilità 2014, ok in Senato al maxiemendamento

Legge di stabilità 2014, ok in Senato al maxiemendamento

Legge di stabilità 2014, ok in Senato al maxiemendamento

Il Governo pone la fiducia sulla Legge di Stabilità 2014 presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, annuncia la sua contrarietà e passa all’opposizione. Il Nuovo Centro-Destra resta invece nella maggioranza. Dopo una lunga e convulsa seduta, in nottata l’aula di Palazzo Madama approva (con 162 sì e 115 no) il maxiemendamento e in seguito la nota di variazione del bilancio, deliberata dal Cdm all’alba.

Dunque, la legge di stabilità è stata riscritta da cima a fondo per mezzo di questa unica proposta di modifica al testo approvato dal governo lo scorso 15 ottobre: ora, insomma, la legge di stabilità 2014 è completamente rinnovata.

Tra le modifiche introdotte nelle ultime ore, spazio al reddito minimo garantito, con l’introduzione della Nuova carta acquisti per le famiglie in stato di difficoltà economica, con il fondo di 400 euro a nucleo che viene rimpolpato con 40 milioni all’anno fino al 2016. Partendo da questi presupposti, poi, si potrà originare il sostengo all’inclusione attiva,sia in termini di sostengo economico che di presa in carico e di aiuto nei confronti dei minori.

Altra novità importante, come emerso già ieri, è l’introduzione dell’imposta unica comunale – abbreviata in Iuc – che va a sostituire Imu e Trise, recuperando, però, un pezzo di entrambe: per le abitazioni non principali, infatti, resterà in vigore la tassa già esistente, mentre, per tutti gli immobili, ci sarà una componente di Tasi, il tributo sui servizi indivisibili, che comunque consentirà alle famiglie di accedere a corpose detrazioni.

I disegni di legge di Stabilità (ddl n. 1120) e Bilancio (ddl n. 1121) sono da questa mattina all’esame dell’Assemblea; la Commissione Bilancio non è stata in grado di concludere l’esame in sede referente. In realtà gli emendamenti sarebbero stati approvati questa notte (cioè tra lunedì 25 e martedì 26), ma senza che il testo approvato in Commissione bilancio contenga il “mandato al relatore” a riferire in Aula. Si tratta di un intoppo burocratico di non poco conto, considerato che questo comporta, a rigore, che gli emendamenti approvati dovrebbero ritenersi “decaduti”.

Su quale testo si porrà la fiducia lo deciderà il Governo, tenendo conto del lavoro della Commissione” – così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, che aggiunge: “E’ possibile che gli emendamenti approvati vengano utilizzati, salvo che non si scopra che sono scoperti. Mi auguro comunque che si possa tener conto della sintesi riassunta negli emendamenti dei relatori e del governo in questi giorni di faticoso lavoro”.

La seduta sarà successivamente sospesa per consentire al Governo di presentare la Nota di variazioni al bilancio che, non appena trasmessa, sarà immediatamente deferita alla 5a Commissione permanente; la Nota sarà successivamente votata dall’Assemblea, che procederà infine alla votazione finale del disegno di legge di bilancio, con la presenza del numero legale.

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