Economia

Letta a Wall Street: “Siamo affidabili”

Letta a Wall Street: "Siamo affidabili"

Enrico Letta

Il premier alla Borsa di New York con i big dell’economia e della finanza Usa: “Presto interventi per scendere sotto 3% deficit”. E ancora: “Puntiamo a 12 mesi di crescita”. Annunciata  la nomina di un commissario per la spending review. Poi il discorso davanti all’Assemblea del Palazzo di vetro

“Nei prossimi giorni faremo il primo aggiustamento” per rientrare sotto il tetto del 3% del deficit “perché è decisivo per convincere gli europei, l’unione e i mercati”. Come? “Taglieremo la spesa”. Il premier Enrico Letta continua a “vendere” il marchio Italia, nel suo viaggio americano e annuncia interventi a stretto giro. ”L’Italia è un Paese virtuoso, giovane e credibile. Grazie al nostro consolidamento fiscale il debito è sotto controllo”, ha detto parlando a Wall Street. “Dobbiamo continuare con il consolidamento di bilancio” e stiamo lavorando a questo, ha sottolineato il premier che ha insistito sul fatto che il debito “sta diventando un grande problema”. “Dobbiamo evitare che il debito superi il 3% del Pil”, ha aggiunto e “stiamo cercando di rispettare questi vincoli”, convinti che possiamo farlo. ”Il nostro obiettivo è realizzare dodici mesi consecutivi di crescita, e per farlo dobbiamo continuare sulla strada  del consolidamento fiscale”.

Stabilità. “Il focus del governo è puntare alla crescita e raggiungere stabilità politica per far abbassare il tasso di interesse, che oggi è al 4,5%: l’anno prossimo lo vogliamo portare al 2%”, ha continuato il primo ministro. “Questo è il motivo per cui sto cercando di insistere alla stabilità politica, perché è cruciale per noi. Purtroppo da secoli abbiamo avuto problemi in questo campo, ma oggi la situazione è migliorata”.

Commissario spending review. La visita a Wall Street è stata anche l’occasione per Letta di ribadire che presto sarà nominato un commissario per la spending review: ”Nei prossimi giorni avremo un ‘commissioner’, un commissario che si occuperà della spending review – ha annunciato -. Presto avrete il nome, toccherà tutti i campi tranne la cultura che è il nostro petrolio”.

Riforma Imu. Il presidente del Consiglio, poi, è tornato a parlare dell’Imu. “La riforma che abbiamo fatto non è una concessione a Berlusconi. Sta nel mio programma di governo e sono convinto che di questa riforma ne abbiamo bisogno. Un buon compromesso tra le posizioni di tutti nella coalizione, perché abbiamo bisogno di cambiare la legge sugli immobili che crea problemi al mercato interno, che è crollato, e alle famiglie”. Riferendosi al Cavaliere, Letta ha sottolineato che la sua missione non è indebolire l’ex premier, ma “governare e convincere non un italiano, ma tutti gli italiani a cambiare il Paese e a entrare in una nuova era”.

Investimenti stranieri.
 Il premier si dice “molto colpito” dall’interesse manifestato dagli investitori americani per Destinazione Italia, il piano del governo per favorire gli investimenti stranieri, ha detto dopo un incontro nella sede di Bloomberg, a New York, con un gruppo di rapprentanti della finanza e dell’economia, tra cui il segretario al Tesoro Usa, Jacob Lew, George Soros, l’ad di Coca Cola, Muhtar Kent, quello di Godman Sachs, Lloyd Blankfein, e di Lazard, Kenneth Jacobs. Il premier ha suonato la campanella che apre le contrattazioni in Borsa, un omaggio ai leader in visita.

“Ho trovato grande, grande disponibilità, legata al fatto che presentiamo stabilità, sono qua per questo”. E ha aggiunto: “C’è interesse e voglia di investire in Italia e su di noi – ha assicurato il premier -, c’è molta attenzione e ovviamente la domanda è sempre la stessa: l’Italia è un Paese che mantiene gli impegni? È stabile?”.

Dopo crisi crescita è priorità.
 Nel suo intervento all’Onu, Letta ha detto che la riforma del consiglio di sicurezza “è assolutamente necessaria” e che per raggiungere questo scopo è necessaria la flessibilità di tutti. Nel suo discorso ha affrontato diversi temi. “In vista della fine della crisi globale, è imperativo fare della crescita e dello sviluppo la nostra principale priorità”, ha detto. Sul conflitto in Siria, ha ribadito “l’importanza di preservare il ruolo delle Nazioni Unite come più importante guardiano della pace”. “Non possiamo essere indifferenti a lampanti violazioni delle norme internazionali”, ha aggiunto. Il premier ha affrontato il tema delle centinaia di milioni di migranti nel mondo, ricordando che l’Italia accoglie migliaia di emigrati. “Dovremmo combattere la globalizzazione dell’indifferenza”, ha detto citando le parole di Papa Francesco.

Gb e Ue. Oggi Letta si è soffermato sull’ipotesi di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea definendola “una grave minaccia”. Secondo, il premier a livello europeo “stiamo sottovalutando questo rischio”.

Categorie:Economia, Governo

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